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Gian Maria Molli, "La rinascita di Dante"

Valeria Masutti
(4.01.2011)

La rinascita di Dante

commento integrale allegorico-anagogico della Vita Nuova

di Gian Maria Molli

Edizioni Arkeios, p. 351, € 24,50.

Dante non è soltanto il più grande poeta mai esistito, ma può essere ritenuto il fondatore di una «nuova scuola di religione in Europa», per riprendere la famosa definizione di Ugo Foscolo nel Discorso sul testo della Divina Commedia, apparso a Londra nel 1825. Un aspetto che non riceve la giusta considerazione da parte dei critici per tutta una serie di motivi. Innanzitutto la loro analisi non si spinge oltre il livello letterale, il primo dei quattro piani di lettura indicati dallo stesso autore nel Convivio. E dire che Gaspare Gozzi, già nel 1758, nel suo Giudizio degli antichi poeti sopra la moderna censura di Dante, affermava che se lo stesso Dante «Ha detto sempre che le sue opere hanno più sensi, uno litterale ed uno allegorico, perché saranno invenzioni e sogni d’altrui interpretarlo secondo la sua volontà?».



Analizzando il solo aspetto letterale, e nonostante l’accurato scandaglio dei nessi linguistici, storici, filosofici, teologici profusi dall’autore, si finisce per non cogliere, o addirittura per travisare, il significato profondo non solo della Commedia ma di tutte le altre opere di Dante, che costituiscono una tappa imprescindibile per la corretta interpretazione del Poema sacro. Ogni opera ne risulta svilita, a partire dalla Vita Nuova, che non è certo il romanzo giovanile di un amore sfortunato, bensì la cronaca minuziosa dell’apprendistato spirituale di Dante. E così il Convivio, ritenuto un’opera filosofica, è un autentico vademecum per iniziati. Idem per il De Vulgari Eloquentia, che, lungi dall’essere un trattato linguistico-letterario, insegna a individuare le parole sacre. La Monarchia, poi, è tutt’altro che un saggio politico inneggiante a un ipotetico monarca assoluto, ma individua il percorso da compiere per raggiungere il perfetto equilibrio fra la mente (Imperium) e il cuore (Ecclesia). E ogni singola opera – compresi Il Fiore, un rifacimento compendiato del Roman de la Rose, il poema Detto d’amore, e la Questio de aqua et terra – è collegata alle precedenti e tutte conducono alla Commedia, facilitandone la comprensione al livello più alto, l’anagogico o spirituale.

Insomma, l’arcipelago Dante è ancora da scoprire nella sua totalità. È come un iceberg: la punta emersa è bellissima, ma la parte più imponente rimane sommersa. Questo saggio, frutto di un lavoro decennale di ricerca, si propone di chiarire il punto centrale dell’opera dantesca, la «vera identità» di Beatrice, che non è una figura storica, né una donna reale, ma neppure una semplice allegoria o un simbolo, bensì è il perno su cui s’innesta l’insegnamento spirituale di Dante. Ed è «una sola» Beatrice quella che appare nel romanzo, che ritorna, in apparenza di sfuggita, nel Convivio, che riemerge in tutta la sua gloria nella Commedia. Per la prima volta viene presentata in Italia un’interpretazione integrale della Vita Nuova raffrontando i commenti dei maggiori critici “ufficiali” con le tesi degli esoteristi. Allo scopo di facilitare al massimo la lettura, la traduzione in italiano moderno è riportata a fianco del testo dantesco, con la totale abolizione delle note.


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14.02.2017