Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

Cucina eccellente

Giancarlo Calciolari
(6.09.2010)

Il gerarca, il funzionario responsabile della cellula di produzione alimentare, creata per produrre benefici economici e solo in seconda istanza qualche briciola di arte, al primo incontro dice che la cucina è eccellente. Io capisco che i problemi arriveranno da questo individuo. Il mio collaboratore in cucina mi dice dopo l’incontro che costui porterà l’impresa alla rovina. E piacerà eventualmente al mio amico scrivere come ha fatto a intendere la stessa cosa, con tutt’altra formazione alle spalle.

Nessuno che lavora con te dice che la tua cucina è eccellente. La maggioranza silenziosa e la minoranza vociferante indicano i peli nell’uovo. Il popolo superiore, la setta dei castrati, avvertono la non completa castrazione dell’inferiore e nel mio caso questo corrisponde a sentirsi impartire una lezione di come si fa la salsa al pomodoro. E’ successo più volte. Capiterà ancora.

Non c’è bisogno di scomodare la linguistica moderna di De Saussure o il precedente pragmatismo di Peirce – tra bipartizione e tripartizione del segno – per accorgersi che l’atto di parola originaria e le parole non sono la stessa cosa. La significazione è sociale e comune. Non ammette l’incomune, il singolare, chi parla in prima persona, come diceva Giuseppe Pontiggia, e prima ancora Pierre Legendre.

L’attacco allo chef e alla cucina è partito subito. La cucina eccellente mancherebbe di sale. Eccellente o manca di sale? La vicenda del sale che manca ha una lunga storia, e richiederebbe una nota a parte. In una lettera alla trinità proprietaria preciso che ha scelto un funzionario senza formazione specifica, e senza etica. La risposta è immediata, ma debole. Il funzionario non mi affronta da solo, ma spalleggiato dallo spirito santo, che in questo caso è donna. Mentre il figlio fa il figlio, apparentemente senza autorità. E lo spirito in questo caso procede dal padre senza procedere anche dal figlio. E’ il figlio che procede dal padre e dallo spirito santo. Insomma, ma proprio alla fine di tutte le somme e anche della summa teologica, qui il padre ha creato l’impresa, e il figlio e lo spirito santo no.

La seconda persona dell’impresa consustanziale mi pone un ultimum: o mi metto in riga o sarò licenziato. Ho due giorni di tempo per rispondere. Non risponderò e proseguirò a lavorare. Quindi la trinità, come me, sa che me ne andrò. A partire dall’ultimatum comincia la mia ricerca di un altro posto di lavoro.
Nel giro di una quindicina di giorni quattro persone su otto dell’équipe operativa si dimette, mentre riemerge l’altro direttore che non se n’è andato e non si è dimesso ma era semplicemente scoppiato per un ritmo di lavoro massacrante. La causa è in corso.
Qualsiasi tecnico gestionale dell’industrialismo odierno sa che le dimissioni di metà del personale indicano un problema di leadership. Ma le donne e l’alcool provocano l’amnesia richiesta per evitare di porre anche la minima questione a proposito di quello che accade.

Il padre, che ha tutta la mia stima, e che non ha nessun interesse per la mia stima, mi fa gli auguri quando riceve la mia lettera di dimissioni. Anch’io gli faccio gli auguri, per l’unità di produzione spettacolare di cibo e bevande. Gli dico che se lui fosse stato il direttore, con me come chef di cucina starebbe già guadagnando dei soldi. Sapendo di cosa parlo, mi risponde che lui mantiene l’ingaggio pattuito con il raccomandato da un’agenzia di comunicazione, che si vanta di essere cara. E di come l’acefalia comunicazionale sia logorroica ne parlerò un ‘altra volta.
Il funzionario, che pareva almeno bravo come organizzatore musicale di eventi, ne organizza vari e nessuno funziona. Io dico che in Francia dove ho lavorato per anni non avrebbero aspettato la fine del contratto per licenziarlo in tronco.

Le mie dimissioni arrivano prima del tentativo di licenziarmi per insubordinazione. Il godimento di parte delle ferie che mi spettano abbreviano il periodo di preavviso da rispettare. Dopo poco più di un mese dalla mia partenza, il funzionario è licenziato in tronco, non dallo spirito santo, ma dal padre. Due mesi prima della scadenza del contratto.

Entro per un attimo nell’economia libidica dello spirito santo. Niente di meno. Potrei affrontare la psicologia, la psichiatria, la psicanalisi, la sociologia del fatto. Potrei divertirmi come Imre Herman e scrivere le patografie dei personaggi. No. C’è una logica che ci sovrasta e che appena metto in discussione. E in questa logica siamo presi. I principi gestionali delle istituzioni e delle imprese (che altro sono?) sono tratti dalla scolastica e dalla sua scrittura del diritto, da Graziano in poi. Legendre docet. Ovvero c’è ancora l’idea, anche e soprattutto nell’industrialismo odierno che pensa d’essere laico e oltre la questione teocratica, che le istituzioni umane siano mutuate su quelle divine. Le presunzioni del sapere del capo, della verità dell’impresa, della discesa dal vertice del sapere che cola e colma ogni soggetto, e richiede l’omertà per evitare che mostri la struttura fantasmatico-delirante di base, sono il nervo della questione. Nessun rapporto tra il funzionario capo e il capocucina. Lo “chef” è un dispositivo e non uno statuto ontologico fondamentale. Io sono anche ben altre cose che uno chef di cucina, che è già una cosa bellissima.

Chi si è imbattuto in casi di dilapidazione di patrimoni sa che capitano quando gli eredi non hanno guadagnato l’impresa, ma l’hanno avuta gratuitamente. Ovviamente tutto ciò è fantasmatico, ma gli effetti sono reali. Sto dicendo che lo spirito santo, e suo fratello, il figlio, per un minuto sulla scena dello spettacolo integrale pagherebbero cifre da record. Così è, più che è stato. Neanche i quindici minuti che Warhol prometteva a ciascuno che arrivasse alla Factory… Un po’ di striscia non si nega a nessuno, che se la paghi.
Ma lo spirito santo è intelligente e può sempre smettere d’indossare le maschere sociali alla moda. E poi siede alla sinistra del padre, che non è cosa da poco.

Certo è facile fare la Cassandra, come il mio amico, e dire che tutto si sfracellerà. Aveva colto la punta dell’euforia del funzionario e aveva intuito il finale disforico.

Non si tratta di sostituire un funzionario che non funziona con un altro gerarca funzionante e buono. Pierre Legendre e Giancarlo Ricci hanno scritto cose interessantissime sull’amore del tiranno.
Legendre in particolare scrive che il potere intelligente e buono è un tema fantasmatico, ovvero che per natura il potere e l’autorità sono stupidi, l’intelligenza non è affar loro. E comunque distinguo tra dispositivi in atto e credenza nell’istituzione divina, e sto leggendo come la credenza nell’istituzione divina comporti la rovina. In tal senso, i dispositivi che il padre ha attuato creando la sua impresa sono validi ed efficaci proprio nello scarto dalla credenza nell’istituzione divina, ossia bestiale, in tal senso umana, e quando si riproduce è anche monumentale, ossia minerale; e talvolta diabolica.

Per me è stata anche l’occasione per leggere e rileggere Legendre, e per leggere i due tomi del seminario di Jacques Derrida sulla bestia e il sovrano, e andare oltre Legendre e oltre Derrida, perché accorgersi della bestialità della gerarchia sovrana e della sovranità delle bestie, ossia la legge del totem, il fallo, non lo mette ancora in discussione.

Non sono stato vittima né del funzionario né dello spirito santo e neanche di me stesso. Il n’y a pas de rapport sexuel, dice Lacan, e ancor meno con (d)io! Nessuna divinizzazione dell’uomo, come credeva Nietzsche, governato in ultima istanza da un cavallo. Il totem e il tabù sono inaccettabili. C’è una vita al di là del totem e del tabù? Sì.


Gli altri articoli della rubrica Cucina :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |

30.07.2017