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Due parabole esistenziali immerse nel fluire della storia: Adriano, l’imperatore e Zenone, l’alchimista

Adriano e Zenone

Lucia Guidorizzi
(20.06.2010)

“Memorie di Adriano” 1951

“L’Opera al nero” 1968

di Marguerite Yourcenar

Con queste due opere di Marguerite Yourcenar, si entra davvero nell’ambito dei capolavori.Come quando si sale in alta montagna, qui l’atmosfera si fa più limpida, rarefatta, preziosa. Si abbandona la logica circoscritta della quotidianità per allargare lo sguardo verso un orizzonte più ampio, per riposare la vista contemplando l’estensione del paesaggio, per osservare con distacco la condizione umana.

Marguerite Yourcenar, in questi due romanzi, evoca la vicenda di due uomini eccezionali : il primo realmente vissuto, il secondo frutto della sua immaginazione, ma non per questo meno possibile.


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Opera di Neysa Grassi (New York)

Si tratta di due personaggi estremamente complessi e sfaccettati che nel corso della loro vita compiono molteplici esperienze ed acquisiscono vaste conoscenze. Anche se Adriano e Zenone intellettualmente si assomigliano, posseggono però due temperamenti ben diversi e di conseguenza diverso è il loro modo di reagire agli eventi, come del resto diverso è il momento storico in cui si trovano a vivere; Adriano è un uomo del mondo tardo antico,possiede un temperamento più sanguigno, è più influenzato dalle emozioni immediate ed è più suscettibile al cedimento davanti alle avversità; Zenone è un uomo del Rinascimento nordeuropeo, la sua fibra è indistruttibile ma è più freddo, più intellettuale. Sa di vivere eternamente in pericolo, ma la sua visione del mondo più dura, più ascetica, lo rende quasi invulnerabile, permettendogli di adeguarsi alle circostanze, anche a quelle più ostili. Il tema natale di questi due uomini è dominato da astri diversi: Adriano appartiene alla costellazione dell’Acquario e quindi il suo approccio all’esistenza è generoso, esuberante, il suo emblema è quello di “un uomo nobile che riempie la coppa dei convitati”, ovvero la compassione che porta con sé l’abbondanza, mentre Zenone nasce sotto il segno dei Pesci, il cui emblema è “un angelo circondato da fiamme” che esprime l’amore per la vita dello spirito in mezzo alle delusioni, alle insidie e alle circostanze avverse e la sua esistenza è uno scivolare silenzioso verso l’abisso. Mentre Adriano non disdegna di consultare fattucchiere, maghe e negromanti e crede ai presagi, Zenone è un cinico il quale, pur affermando che tutto è magia e sapendo che ogni cosa è influenzata da un’altra, si rende conto della complessità degli avvenimenti e dell’impossibilità di trovare una risposta univoca, una soluzione definitiva. Egli non disdegna di manipolare gli oroscopi per renderli propizi agli interessati, in quanto non crede all’astrologia. “Astra inclinant, non necessitant” questo potrebbe essere un suo motto.

Adriano ha una personalità che matura più lentamente, prima di diventare imperatore i suoi esordi sono lenti, difficili, poi, quando sale al potere, si rivela una geniale figura di innovatore, di riformatore, la sua intelligenza lucida e duttile è aperta alla diversità, sa soffrire e sa amare.


Zenone, curioso sperimentatore in ogni campo della conoscenza umana, è sicuro di ciò che vuole e di ciò che non vuole, ma nelle relazioni con gli altri è distaccato, sa che le persone esistono solo come manifestazioni passeggere, e il suo continuo non manifestare le emozioni finisce per sbiadirle o cancellarle.

Ciò che li accomuna è la consapevolezza di vivere in un mondo in sfasciume, tra persone che non sono in grado di comprenderli nella loro ricchezza e complessità ed esercitano di malavoglia la loro parte nel mondo, pur accollandosi le responsabilità richiesta dal ruolo che ricoprono.

Adriano governa e combatte, pur sapendo che l’impero è avviato al declino e Zenone cura i corpi, pur sapendo che le anime sono afflitte da malattie insidiose e subdole contro le quali ogni farmaco è impotente.

Sono due uomini consapevoli del naufragio e nonostante questa consapevolezza, continuano ad agire come se questo non avvenisse.

Adriano e Zenone dunque rappresentano i due poli complementari della sfera umana, uno il lato solare, la luce e l’oro che aureolano sempre la figura dell’Imperatore, la grande Opera che si realizza esplicitandosi nella sua pienezza, l’altro il lato notturno, oscuro, saturnino che viene rappresentato dalla figura dell’Eremita, del Viandante, del Filosofo. Cimentandosi con l’esperienza della Nigredo, Zenone supera i limiti imposti alla materia, distruggendo ogni appetito, estinguendo ogni desiderio. Ma se, come scrive Marguerite Yourcenar nell’"Opera al nero" "Dal nero della cenere al rosso dell’aurora c’è solo un passo", anche questi due uomini in realtà sono uno solo, caratterizzato da aspetti controversi ed ambivalenti.

Pertanto l’Imperatore e l’Eremita possono rappresentare lo stesso uomo in due momenti diversi della sua esistenza.


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30.07.2017