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A proposito del libro di Vanna de Angelis, "Dalla parte delle streghe".

Dea / Dio

Christiane Apprieux

Ma le donne chiamate streghe chi erano veramente? Queste donne erano veramente cattive o solo il frutto della demonizzazione?

(5.04.2011)

Vanna de Angelis nel libro "Dalla parte delle streghe" (Piemme, 2003, pp. 349, € 17,90) indaga sullo statuto della donna e quasi ne dissipa l’enigma, rubricandolo nel solco della natura, che scrive con la maiuscola. L’analisi verte sul mito della grande dea, della grande madre, precedente i miti greci, e non solo. E apparentemente la questione rimarrebbe delimitata a come la Chiesa abbia cercato la cancellazione delle pratiche pagane. Inoltre, del paganesimo, Vanna De Angelis pare riproporre la sua naturale e candida bontà.

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Hiko Yoshitaka, "Non c’è più erotismo", 2003, computer

Ma le donne chiamate streghe chi erano veramente? Queste donne erano veramente cattive o solo il frutto della demonizzazione?
Leggendo la narrazione delle vicende delle streghe e delle fate emerge con grande semplicità che si trattava di donne sapienti, il cui sapere riguardava la natura. Erano esperte di rimedi e di veleni, ricavati dalle piante, dai fiori, dai minerali... E praticavano senza titoli accademici, professionali, istituzionali. Potevano trasformare la malattia in benattia e viceversa. E certamente disturbavano i poteri istituzionali.

La Chiesa, in particolare del nord Europa, applica con l’inquisizione la demonizzazione delle pratiche che non si situano sotto la sua egida. Ma non si tratta di fare oggi alla Chiesa quello che la Chiesa ha fatto allora. Nessuna inquisizione della Chiesa e dell’Esercito. La denuncia del male dell’Altro è il modo stesso dell’inquisizione. Nessuna rivalutazione del meno sul più, del minore sul maggiore che non sia ancora e sempre il discorso della morte con le sue implicazioni. Il teismo e l’ateismo cercano la padronanza e il controllo della vita, e comportano che ognuno si cibi di morte e che sopravviva sempre di paura.

La demonizzazione praticata dalla Chiesa ha ucciso migliaia di donne etichettate come streghe. Rimane la questione dell’"errore tecnico", anche della Chiesa. Come intervenire, anche oggi che la demonizzazione è praticata dai media e dalla mentalità provinciale mondiale?
Come intervenire quando per un altro errore tecnico viene sposato il discorso della morte assumendo la parte delle streghe?

Vanna De Angelis cerca di distinguere la fata buona e la strega cattiva. In effetti è la distinzione tra bene e male che viene applicata alla sapienza delle donne. Si può percorrere il continuo che va dall’una all’altra senza mai venirne a capo della loro differenza e della loro confluenza, e dei loro improvvisi cambiamenti di valore: la fata di un giorno può risultare la strega di un altro giorno.

E cerca di distinguere, Vanna De Angelis, tra Dio e Satana. Si tratta sopra tutto della credenza in Dio o in Satana, del potere di dominare in nome di Dio o in nome di Satana.

E quale sarebbe il potere delle fate e il potere delle streghe, se non il potere di Satana, il potere di fare del male?

Per Vanna de Angelis c’è anche un al di là del bene e del male in cui le donne si trasmettevano di madre in figlia i segreti buoni o cattivi, di generazione in generazione, per secoli e secoli. Per le "streghe" la natura non aveva nessun segreto, dai fiori alle piante, e sapevano curare come i medici uomini e talvolta anche meglio. Ma l’enigma donna si stempera nella natura, nell’animale, nel ciclo della nascita e della morte. Apparentemente, si staglia possente il mito della grande dea, dietro i miti dei piccoli dei, anche quelli dei monoteismi, che per altro hanno cercato di tenere sempre le donne in ostaggio.

La questione riguarda il dominio di Dio o il dominio di Satana? In questo caso, Dio sarebbe l’altra faccia di Satana e vice versa. Il dominio è in nome di Dio, ovvero è creato un Dio come delegato supremo. La variante di Satana è quella del dio minore, del delegato inferno e non superno. E questo Dio è fatto a immagine e somiglianza degli umani, uomini o donne. Il dio degli uomini e il dio delle donne sono la negazione di Dio.

La questione era forse che questo sapere non era nel solco della religione e della religiosità ufficiali. E ogni altro sapere, che non fosse sotto la tutela della Chiesa, era demonizzato.



28 settembre 2005

Christiane Apprieux, codirettore di "Transfinito".


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