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Baci, baci, baci

Antonella Iurilli Duhamel
(15.02.2010)

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo

e ogni mormorio perfido dei vecchi

valga per noi la più vile moneta.

Il giorno può morire e poi risorgere,

ma quando muore il nostro breve giorno,

una notte infinita dormiremo.

Tu dammi mille baci, e quindi cento,

poi dammene altri mille, e quindi cento,

quindi mille continui, e quindi cento.

E quando poi saranno mille e mille

nasconderemo il loro vero numero,

che non getti il malocchio l’invidioso

per un numero di baci così alto.

Catullo

traduzione di Salvatore Quasimodo



Il Baciarsi è forse una delle attività più espressive. Ma a secondo delle circostanze e delle persone coinvolte può assumere diversi significati.


I romani distinguevano tra l’amichevole oscula , l’amorevole biasia e l’appassionato suavia. Nel XVII secolo Martin von Kempe scrisse una enciclopedia di circa mille pagine in cui si possono distinguere almeno una ventina di baci diversi, tra i quali il bacio dato da un superiore ad un suo sottoposto ed il diffusissimo bacio ipocrita, col tempo soprannominato: Bacio di Giuda.


La lingua tedesca ha almeno trenta voci per definire altrettanti diversi tipi di bacio.

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Antonella Iurilli Duhamel, "Miracoli"

Tra gli animali, le lumache si baciano strofinando le antenne, gli uccelli il becco; altri mammiferi si baciano leccandosi il muso. Gli Scimpanzè sono persino capaci di mandarsi baci platonici sulla punta delle dita, ma solo gli umani oltre ai nostri lascivi cugini, i Bonobo ingaggiano tra di loro baci tonsillari più comunemente definiti dagli americani French Kisses.


Charles Darwin ci ha fatto notare che sebbene il bacio sia largamente diffuso, è assente in alcune culture. Nel trattato sull’Espressione delle emozioni negli uomini e negli animali, riscontra che in diverse culture il bacio è sostituito da una strofinata di naso, tra gli eskimesi per esempio (anche se poi ci si è reso conto che gli Inuit più che altro si odorano le guancie).


In Africa, nel Pacifico e in America il bacio sulla bocca era sconosciuto fino all’invasione dei bianchi, i quali sembra lo abbiano esportato anche in Cina , dove tuttora viene considerato una espressione volgare con una certa qualità cannibalistica.


Il Bacio quindi non è universale ed è difficile stabilire chi lo abbia inventato. Qualche antropologo sostiene che le prime tracce sono in India circa 1500 anni a.D .


In alcuni testi vedici sono menzionati amanti seduti con le bocche unite.


Pare sia da attribuire ad Alessandro il Grande la diffusione del bacio in occidente a seguito della battaglia di Puniab nel 326 A.D.


I Romani erano baciatori inveterati, e diffusero il bacio in tutto l’impero.


Più tardi i Cristiani inventarono il Bacio Sacro, e lo incorporarono nel rituale eucaristico.


Secondo alcuni specialisti è stato solo negli ultimi 800 anni, con l’introduzione di una maggiore igiene orale ed il trionfo sull’alitosi che le labbra sono state libere di diventare zone erogene.


Per Sigmund Freud il bacio costituisce una sorta di regressione al seno materno. Per alcuni antropologi il bacio è una specie di gesto sacro legato alla vita. In molte culture primitive prima dell’ingresso degli omogeneizzati la madre masticava il cibo e lo trasferiva bocca a bocca al suo cucciolo. Non è quindi una coincidenza che in molte lingue la parola bacio sia sinonimo di premasticazione.


Comunque sia, baciarsi può essere estremamente vantaggioso: alcune statistiche affermano che gli uomini che prima di andare a lavorare baciano le loro donne, vivono più a lungo, hanno meno incidenti automobilistici e guadagnano di più, rispetto a quelli che non lo fanno.


Antonella Iurilli Duhamel

14 febbraio 2010


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