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Questioncelle (di cosmogonia e non solo)

Mario Bartolini
(1.02.2010)

Recentemente interpellati da chi —forse ignorando le gravi nostre lacune e invece attribuendoci chissà quali saperi— voleva lumi su certe questioncelle non proprio dappoco, sebbene dette “questioncelle” richiederebbero un lungo competente argomentare, ancor meglio de visu e son talmente controverse e delicate che quasi certamente, alla fine dei salmi, ognuno resterebbe delle proprie idee e delle proprie convinzioni —semprechè qualcuna ne avesse—, tentiamo ugualmente, seppur indegnamente, qui sotto di trattarle —come nostro costume— alla buona e brevemente.

Il clima




Tanto si cavalca questo tema e i “media” in genere ci si fan talmente d’oro, che le nostrane masse sono ormai convinte di stare andando irreversibilmente incontro a una catastrofe sol per colpa dell’Uomo, che sempre più inquinando con le sue attività l’atmosfera e in genere l’ambiente, pesantemente starebbe influendo sui parametri climatici.

Non che ciò non abbia dell’oggettivo fondamento (le grandi quantità di anidride carbonica ed altre porcherie da noi prodotte, certo non mancano di dare i loro bravi deleteri effetti), ma va anche detto che questo non è l’unico ingrediente della torta.

Conclamato è infatti —o almeno sembra— che da tempo tutta l’area medio e sud-europea si sia incamminata verso un’era di "tropicalizzazione" —come si dice in gergo— con possibile conseguente "desertificazione" e questo abbia comportato e sempre di più debba comportare un cambiamento del clima e dell’ambiente nelle zone suddette, indipendentemente da ciò che faccia o non faccia l’Uomo.

Già l’occhio esperto potrebbe constatarne i primi effetti, ad esempio sulla flora di certe isole del nostro Sud. Inoltre, occhi anche non esperti come i nostri, è indubbio che ormai da decenni registrino, qui dalle nostre parti, un crescendo di fenomeni e manifestazioni meteo che seppur per adesso in miniatura, assomigliano tuttavia sempre di più alla tipologia di quelli delle aree tropicali, appunto, come... come —che so?— piccole trombe d’aria di una certa violenza, forti temporali anche in periodi dell’anno lontani dalla Primavera e dall’Estate, Inverni relativamente miti, periodi di particolarmente insistente siccità, eccetera.

D’altronde, in un tempo geologicamente non lontanissimo, anche il Sahara non era certo un deserto, bensì un ambiente ricco di foreste, con abbondanti precipitazioni, come prova ne danno pure le erosioni verticali ben visibili ancor oggi sulla Sfinge. E non soltanto lì.

Ebbene: il Sud e il Centro Europa, pare debban diventare, in prospettiva, grosso modo alla stessa stregua dell’attuale Nord-Africa.

Ma Bacino del Mediterraneo ed Europa a parte, considerata invece la cosa in generale, sembrerebbe che il tutto sia in buona percentuale figlio di quel fenomeno per il quale la cosiddetta Zona Torrida, al cui centro corre l’Equatore, ciclicamente si allarga e si restringe nel senso della latitudine.

Attualmente ci troveremmo in quella fase del ciclo…




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Mario Bartolini, Questioncelle

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Opera di Hiko Yoshitaka

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