“I personaggi di questo romanzo, sebbene diversi tra loro, hanno un punto comune: tutti ripugnano dal conoscersi a fondo. Ognuno capisce se stesso solo quanto gli occorre; ognuno tiene i suoi pensieri sospesi, fluidi, indecifrati, pronti a mutare secondo la sua convenienza, senza contraddizione né bugia né riforma; ognuno sembra pensare la propria anima non come sua essenzialmente, ma come un altro essere con cui convive, seguendo una regola di diplomazia, traendone di volta in volta o voluttà, o medicina, o perdono”. (Dalla Prefazione dell’Autore)
Storia di una monacazione forzata, “Lettere di una novizia”, edito nel 1941, è il primo romanzo di Piovene, incentrato su una vicenda un po’morbosa, narrata in forma epistolare, cosicché i punti di vista si moltiplicano e la verità non ha un solo aspetto. Possiamo dire che vi sono tante sfaccettature quanti sono i personaggi e ciascuno interpreta la vicenda badando a se stesso, al proprio interesse o a quello dell’istituzione cui appartiene. La protagonista, Rita Passi, è una ragazzotta della provincia veneta, orfana di padre e allevata dai nonni. La madre, donna ancora giovane e piacente, non mostra particolare interesse per lei, almeno finché non la elegge, a sedici anni, sua confidente sentimentale, dopo averla mandata a studiare dalle monache in convento per deresponsabilizzarsi dalla sua educazione. Una torbida vicenda d’omicidio complicherà le loro vite e spingerà verso la monacazione definitiva di Rita.
