Transfinito edizioni

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Giancarlo Calciolari
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Escamotage. Legge 194

Antonella Iurilli Duhamel
(25.12.2009)

Un brillante escamotage vuole aggirare la legge 194, rendendola praticamente inattuabile. Con una modifica al Codice civile, che attribuisce capacita’ giuridica al momento della nascita, secondo l’obiettivo del disegno di legge firmato dal presidente dei senatori del Pdl Gasparri e dai vicepresidenti Quagliarello e Bianconi, si vuole di fatto anticiparla al momento del concepimento.

Siamo di fronte alla creazioni di nuovi roghi per quelle donne che non vorranno rinunciare ad avvalersi del diritto all’aborto.

In Lombardia si sono viste le prime ambigue avvisaglie con l’offerta di sepoltura da dare agli embrioni abortiti, come fossero persone.

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Opera di Antonella Iurilli Duhamel

Ben presto ci verrà nuovamente ribadito che la donna in quanto provvista da madre natura di un utero, deve sempre e a disposizione di chiunque.

Il ragionamento non fa una pence e si allinea perfettamente a quell’ideale femminile cristiano che vuole vedere la donna come una madonna rassicurante sempre e ovunque altrimenti non le resta che essere considerata una meretrice assassina.

Si perché a differenza dell’uomo non deve assolutamente gestire il suo corpo, la sua salute il suo piacere e soprattutto il diritto di fare qualcosa della propria vita che non sia soggetto al giudizio maschile.

Tutti potranno avere l’ultima parola su di lei, persino un feto che è un essere umano potenziale e non reale ha il diritto di piena occupazione, senza chiedere nessun permesso.

Permesso infatti, è una parola che solo le donne devono usare.

Se è stata incosciente, malata, abusata o semplicemente malaccorta poco male, varrà come sempre il detto: “ Hai voluto la bicicletta,? Ora pedala!”.

La maternità è un dovere che non si discute, è meglio che si tolga dalla testa il prima possibile che la maternità sia un valore liberamente scelto.

Sono venute al mondo per essere schiave, cosa si mettono in testa di avere un Sé, di realizzare il proprio senso morale?

E se proprio le più abominevoli vogliono abortire bene lo dovranno fare a loro rischio e pericolo pagando tutti quei ginecologi che torneranno ad arricchirsi sulla loro miseria umana.

Non fa nulla se coloro che si dichiarano pro-vita si accaniscono contro la vita di una donna, contro il suo ridicolo diritto di volere preservare la propria integrità. In nome di un principio religioso/politico e dogmatico, anche se discutibile sul piano spirituale costoro hanno sviluppato un amore viscerale per i feti altrui. Vanno dunque compresi se l’idolatria di questi feti-feticci li rende sordi e ciechi nei confronti di ogni ricerca scientifica a riguardo,: non è assolutamente rilevante sapere che un feto di tre mesi è un organismo ancora più primitivo di una rana o di un pesce e compararlo ad un bimbo fa ridere i polli.

Non fa nulla se questi non-sense vengono tuttora giocati sul corpo e sulla vita delle donne,i loro diritti non esistono, sono solo contenitori culla, e che diamine!

Non fa nulla se un giorno in preda alla disperazione impazziscono e uccidono se stesse e i loro figli non voluti poco male finiremo all’inferno.

LO HANNO CREATO APPOSTA PER LORO!

La caccia alle streghe dunque è sempre pronta a partire, grazie a qualche puro zelante politico che si affanna a preservare all’impuro a discapito dell’integrità delle donne del sacrosanto diritto ad esistere diritto di esistere al di fuori di parametri decisi dall’alto,non si è mai esaurita è solo divenuta più sofisticata:le stesse donne purtroppo ne sono divenute ardue paladine, identificandosi con i principi di potere del maschile.

Le donne non sono unite nei loro corpi frammentati non percepiscono più di far parte di un corpo più grande, sacro, inviolabile. La capacità di contenersi è stata sostituita dalla flaccidità, che poi, è quanto disgraziatamente succede ad un organismo ripetutamente violentato.

Sono le donne grazie al loro corpo che possono percepire cosa è meglio per loro al fine di mantenere la vita a livelli di dignità. Gli animali sanno quando devono liberarsi del cucciolo e non per disinteresse o crudeltà ma per le leggi della vita che a volte in condizione di stress richiedono persino l’autosacrificio.

La Chiesa e la morale ci hanno da sempre deprivate della capacità di sentire dentro di noi la forza della vita e la giustezza delle sue leggi che a volte ci portano a compiere gesti incomprensibili da parte di un organo di potere che vuole solo interferire sull’istinto di trascendenza del Sé femminile. Creando mostri e non cigni.


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30.07.2017