Transfinito edizioni

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La vastità del cielo

Paolo Pianigiani
(25.12.2009)

Ecco, - disse la Vastità del Cielo - non c’è luna stasera.

- Dove mai sarà andata, era luna piena solo ieri notte - pensò una piccola sensazione di freddo provata da qualche parte, sulla terra.

- Tu chi sei, per parlare con me?

La Vastità del Cielo non amava che si parlasse con lei, di solito si parlava da sola, magari da una parte chiedeva un parere, poi si rispondeva da un’altra, lontanissima.

La piccola sensazione di freddo ci rimase male, non pensava di essere stata scortese, aveva appena percepito un’affermazione e aveva subito detto la sua, dentro di sé, non pensava di essere ascoltata.

La Vastità del Cielo allora sentì il bisogno di essere gentile: non aveva mai parlato con una piccola sensazione di freddo... una volta aveva avuto una lunga discussione con la Grande Morsa di Gelo, in un inverno rigidissimo, ma su posizioni troppo diverse e si era anche molto arrabbiata, e non le era rimasto un ricordo piacevole.

- Rimani un po’ a parlare con me, le disse avvicinandosi alla Terra, più vicino possibile alla piccola sensazione di freddo.

- Volentieri, ma io esisto solo per pochi attimi, di solito svanisco quasi subito...

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Paolo Pianigiani, "La vastità del cielo", 1974, tempera su carta

- Sai, non è facile per me parlare con qualcuno, sono talmente grande che nessuno vuol parlare con me, spesso parlo da sola e alla lunga è noioso, riesco anche a litigare, da sola, non è buffo?

- Ti capisco, grande come sei, da qualche parte puoi anche non essere d’accordo.

Io invece sono talmente piccola che devo per forza andare d’accordo con me stessa. Ma tu che sei dappertutto, dimmi, cosa si vede?

- Pianeti, stelle e galassie... ma la cosa che mi interessa di più sono gli uomini... li guardo sempre con attenzione, e non sono ancora riuscita a capirli, tu li capisci?

La piccola sensazione di freddo rimase in silenzio, riflettendo, poi disse:

- Gli uomini vanno presi come sono, capirli non serve a niente, certo sono la cosa più interessante che circola qui d’intorno... io li posso vedere per poco tempo, quasi subito sparisco perché chi mi ha provato si riscalda al fuoco del camino o si mette una maglia pesante, poi rinasco chissà dove e davanti ho persone diverse... veramente pensavo che tu, essendo dovunque, potevi avere un’idea più precisa degli uomini.

La Vastità del Cielo distolse l’attenzione dalla piccola sensazione di freddo, aveva ritrovato la Luna dietro una nuvola carica di pioggia...

- E’ qui che sei finita,- disse quasi contrariata, - non puoi nasconderti quando ho bisogno di te.

- Scusami, mi ero un attimo fermata a riposare dietro questa nuvola, ma ascoltavo, parlavate degli uomini...

- Proprio di loro, - riprese la piccola sensazione di freddo, seccata di essere stata messa in disparte - e tu, che da sempre li osservi da vicino, li hai capiti?

La Luna osservò con curiosità la piccola interlocutrice e disse sorridendo, come solo la luna sa sorridere:

- Mia cara, da sempre gli uomini mi parlano, cercando nella mia luce riflessa la risposta a mille domande...ti posso dire che sono le sole creature che si pongono domande, tutte le altre obbediscono alle leggi della natura, ai loro istinti; gli uomini nella loro infinita presunzione, pretendono risposte e si rivolgono a me per averle, e io posso solo guardarli con il mio sorriso sempre uguale, silenzioso e rassicurante.

A volte cercano risposte nella grande Vastità del Cielo, ma lì non trovano sorrisi, trovano solo disperazione, la terribile sensazione di quanto sono piccoli e stupidi con le loro inutili domande...

- Ora non esagerare, a volte qualcuno di loro cerca di abbracciarmi con lo sguardo e prova sensazioni bellissime; c’è anche chi mi studia per capire le mie leggi, hanno costruito strumenti che mi scrutano sempre più a fondo, chissà perché li interesso tanto...

Da un po’ di tempo sono anche riusciti a lanciare strani oggetti, che poi lasciano in giro, inutili.

Non me ne parlare, io che sono l’oggetto celeste che hanno più vicino, sono stata presa subito di mira, sono anche venuti a camminarmi sopra, una brutta sensazione, vi assicuro!



Coagulasi rapido del pensiero, trasformazione graduale di associazioni mentali per approdare alla sintesi, mentre uno scoiattolo mi guarda curioso: avrà capito lo svolgersi rapido del giorno?

La sua coda sparita ora dietro un albero invadente.




- Questi poeti che noia, - riprese la Vastità del Cielo, ma perché le loro parole mi fanno sempre il solletico?

- Io li trovo simpatici, mi diverte percorrerli come una corrente elettrica, sono molto sensibili e hanno spesso freddo, sapete, forse non possono permettersi case riscaldate, in inverno...
- Come non trovarli simpatici, - disse la Luna - hanno il dono bellissimo della Parola, traducono le loro emozioni e le fermano sulla carta, per farle leggere agli altri uomini, anche se spesso non sono compresi e quindi non vivono in case riscaldate.

- Ma poi cosa sono le emozioni? Qui nell’immenso esistere dell’Universo non ci sono emozioni, tutto è stabilito, esistono solo le Leggi Immutabili, qualche cometa, per la verità, a rendere meno monotone le notti...

Sì, i poeti sono come le comete... forse più noiosi...

La piccola sensazione di freddo si spense piano, ma riapparve subito lì vicino, era un inverno appena cominciato, ma già si faceva sentire.


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14.09.2017