Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

Fitzgerald Francis Scott, "Il Grande Gatsby"

Marina Monego
(15.11.2009)

Un uomo solo guarda “i granelli delle stelle” nella notte estiva e contempla la luce verde al di là della baia.

Un uomo e il suo sogno, infinita nostalgia di un passato e della bellezza posseduta un giorno, cinque anni prima. Si può ripetere il passato? “Certo che si può” è la risposta di Gatsby, che a questo sogno sottomette il presente.
Nella New York gaudente e ricca degli anni Venti l’affascinante Jay Gatsby offre feste sontuose nella sua fastosa villa di Long Island.

“Nei suoi giardini azzurri uomini e donne andavano e venivano come falene fra bisbigli e champagne e stelle” (p.75).

Non tutti sono invitati, alcuni si fanno presentare da qualcuno che conosce Gatsby e si comportano come a un parco dei divertimenti senza neppure preoccuparsi di conoscere personalmente il padrone di casa.

Gatsby è un ospite munifico, fa riparare i danni compiuti dai suoi invitati, il suo rapporto con la ricchezza è libero e disinvolto.

Di lui e dell’origine del suo denaro non si conosce molto e si chiacchiera parecchio, è un anfitrione misterioso e romantico, che partecipa poco ai suoi stessi ricevimenti dal lusso esagerato, dove si mescolano personaggi del cinema e del teatro, trafficanti, banchieri, ragazze in cerca d’avventure, ricchi borghesi.
Mille solitudini s’incontrano e non comunicano tra risa e cicalecci e “frasi di convenienza e di presentazioni subito dimenticate e di incontri entusiastici tra donne che non si conoscevano neanche di nome”.(p.76)

JPEG - 363.8 Kb
Hiko Yoshitaka, "Non c’è più metachimica!", 2009, cifratipo

Ragazze diventano per un attimo il centro di un gruppo e poi fluttuano via leggere. È l’alta società frivola e ricca che Fitzgerald descrive con sguardo tra critico e ammirato, ne apprezza il lusso, l’eleganza, il benessere, disapprova il cinismo, l’egoismo, la facilità con cui vengono usate le persone per il proprio interesse.

Distaccato dalla mediocrità, dal pettegolezzo, dalla volgarità, dall’ipocrisia, Gatsby è personaggio superiore, è l’uomo che antepone a tutto il sogno puro e incontaminato vissuto nella sua giovinezza.

Gatsby s’attornia di una colorata e chiassosa corte di gente falsa e opportunista, ma è profondamente solo.

“Un vuoto improvviso parve ora emanare dalle finestre e dalle grandi porte, avvolgendo in un isolamento totale la figura del padron di casa, in piedi sulla veranda con le mani alzate in un gesto cerimonioso di addio”. (p.88)

Gatsby è affascinante e misterioso, bello, si esprime con eleganza.

Gatsby è un sorriso che conquista.

“Era uno di quei sorrisi rari, dotati di un eterno incoraggiamento, che si incontrano quattro o cinque volte nella vita. Affrontava – o pareva affrontare – l’intero eterno mondo per un attimo, e poi si concentrava sulla persona a cui era rivolto con un pregiudizio irresistibile a suo favore.” (p.82)

La sera Gatsby volge il suo sguardo alla luce verde del molo al di là della baia, dove vive Daisy. È a lei che tende le braccia, tremando nella notte, è per poter contemplare l’infinito sogno della sua bellezza che ha costruito lì la sua casa.

Suo desiderio rivederla, riconquistarla, farla sua per sempre: nella memoria Daisy è rimasta intatta, è un sogno inattaccabile e incorruttibile, più forte e più bello della stessa realtà.

“Non c’è fuoco o gelo tale da sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore”. (p.117)

Se ne rende conto il narratore del romanzo, Nick, vicino di casa di Gatsby e cugino di Daisy. Nick è un ricco borghese, laureato, lavora come agente di cambio e vive nello West Egg. Non condivide le scelte di Gatsby, ma percepisce il suo fascino e la sua integrità rispetto alla società corrotta che lo circonda.

Sarà a Nick che Gatsby si rivolgerà per rivedere da solo Daisy, ormai sposata con Tom Buchanan, un ricchissimo quanto arrogante giocatore di football, un uomo aggressivo, di idee razziste, che la tradisce impunemente, ma le ha garantito quel tenore di vita dispendioso che Gatsby non era in grado di offrirle all’epoca del loro amore.

Sarà un Gatsby emozionatissimo, addirittura imbarazzato, quello che rivedrà Daisy per la prima volta dopo tanto tempo, attento affinché ogni dettaglio dell’ambiente sia curato, preoccupato nel condurla nella sua dimora, nel suo mondo, stupito che il sogno si sia materializzato davanti a lui.

In quei momenti la luce verde perde il suo significato simbolico, sostituita dalla realtà vicina. Per un attimo Gatsby è felice, sicuro dell’incarnazione perfetta dell’ideale.

Daisy è levità e bellezza agli occhi di Gatsby, ma è anche superficialità, cinismo, incoscienza, ama lusso e ricchezza, ha quelle caratteristiche che paiono ritornare nei personaggi femminili di Fitzgerald, capaci di far innamorare e contemporaneamente di demolire un uomo. Alcuni suoi tratti possono richiamare la moglie Zelda (il commento alla nascita della figlia: “Spero che sia bella e stupida, una bella stupidina”). La stessa Zelda rifiutò dapprima di sposare Fitzgerald, poi, quando lui ebbe successo e denaro, lo accettò.

Nella prima apparizione di Daisy, l’Autore, quasi ad accentuare il senso di leggerezza che si respira attorno a lei, sottolinea soprattutto la sua voce “bassa e conturbante”.

“Era il tipo di voce che l’orecchio segue in tutte le modulazioni come se ogni parola fosse un raggruppamento di note che non verrà mai più ripetuto. Il viso di lei era triste e bello, pieno di cose splendenti: occhi splendenti e una splendente bocca piena di ardore; la voce aveva una vitalità che gli uomini che l’avevano amata trovavano difficile dimenticare: era un invito modulato, un «ascoltami» bisbigliato, che prometteva per l’ora seguente cose gaie e interessanti come quelle vissute un minuto prima”.
(p.53)

La sua voce sarà un “canto immortale”, la bellezza contemplerà i giardini, i fiori, sarà come luce che emoziona e trasfigura colui che non può che adorarla.
In un giorno lontano l’uomo si era per sempre incatenato a quella bellezza, sbocciata per lui come un fiore.

Impossibile staccarsi da quell’ideale, accettare la morte del sogno.

“Erano gente sbadata, Tom e Daisy: sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro o nella loro sbadataggine”. (p.181)

La tragedia, prima di compiersi definitivamente, è già tutta nella mancata corrispondenza della realtà al sogno coltivato tanto a lungo e arricchito di ogni dettaglio.

Romanzo di grande intensità “Il grande Gatsby” regala pagine di pura poesia, mentre delinea un ritratto dell’America degli anni Venti, di una società spensierata e ricca destinata a frantumarsi in fretta. Degno sfondo è la città, New York, che già in quegli anni sta acquistando le caratteristiche di grande metropoli: traffico di persone e automobili, vitalità e storie che s’intrecciano, solitudini terribili, emarginazione e povertà. Nick ne percepisce lo spirito, da un lato ne è affascinato, dall’altro ne coglie i contrasti e i problemi, la bellezza e il mistero.

Gatsby incarna il sogno americano nella sua integrità, racchiude la stessa meraviglia degli antichi coloni olandesi di fronte al nuovo mondo incontaminato.
La sua forza è nella speranza, nell’aver creduto all’amore al di là di ogni ipocrisia e nell’averlo alimentato fino all’estremo, anche dopo averlo visto allontanarsi e dissolversi, per questo rimarrà un personaggio memorabile.

Gatsby vive il presente, spera il futuro, ma lo sguardo è al passato, al ricordo che custodisce inossidabile, quale perno della sua stessa esistenza.

“Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato”.(p.183)

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE


Francis Scott Key Fitzgerald (St.Paul, 1896 – Hollywood, 1940), scrittore americano, vissuto tra New York e Parigi.

Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby,Oscar Mondadori, Milano 1987. Introduzione e traduzione di Fernanda Pivano.

Titolo originale: “The great Gatsby”.

Approfondimento in rete: Wiki en / Scott Fitzgerald Society / Kjriasto / Testo completo (EN) in Project Gutenberg /

In Lankelot:

Fitzgerald Francis Scott - Il curioso caso di Benjamin Button di franchi

Fitzgerald Francis Scott - Il grande Gatsby di franchi

Fitzgerald Francis Scott - Belli e dannati di franchi

Fitzgerald Francis Scott - Belli e dannati di marina-monego

Marina Monego, agosto 2009


Gli altri articoli della rubrica Letteratura :












| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | ... | 20 |

30.07.2017