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ovvero come andare a Milano, battere il Milan e tornare a casa felici e contenti

Un sabato di straordinaria follia

Paolo Pianigiani
(25.10.2009)

Mi faccio convincere, chissà come, ad andarci anch’io: mi hanno sempre attratto le missioni impossibili, quasi suicide. Probabilissimo per esempio un 4 a 0, gli sfottò dei milanisti, i cori serie B serie B. E dentro di me batte ancora cuore interista, dai tempi dei sartiburnichfacchettibedinguarneripicchi: eccetera. Ma ora no, sono empolese fino al midollo. Come dev’essere, siamo in serie A!

La palla è tonda…penso tra me e me, mentre si aspetta il pulman, uno dei cinque, contenitori infuocati degli irriducibili. Devo scrivere, fra l’altro, un articolo su Modigliani, ho qualche libro dietro, a rischio di untura fra i panini con il lardo di Colonnata e la mortadella.

-  Leva gli striscioni, o bischero! sembra che si vada a Lurdesse! Si mettano a Milano, quando ci sono i milanisti!

-  Macchè…lasciali Pamèla, metti anche questo!

Viene issato e adeguatamente fissato, sui’vvetro in fondo, un manifesto del chianti gallo nero: sono nel pulman del Coordinamento, quello meno irriducibile: ossia, irriducibile anche lui, ma con garbo e senza strafare. O quasi.

-  N’do sono i brigidini? Li hanno portati quelli di Lamporecchio?

Mi ritrovo interessato custode di tre sacchettoni tre, di fruscianti e freschissimi brigidini, appena sfornati mi assicura il generoso donatore.

Arrivano tutti, anche i ritardatari da Ponteaegola, con mille furori, accolti dai cori scaldavoce dei puntuali. Si parte. Lamporecchio, Ponteaegola, Castelfiorentino, Sesto…e gli empolesi ‘ndo sono? Tutt’alletto coi’ mardipancia! ci si dice ridendo. E allora viva quelli di fòri!

Intanto i commenti dei tifosi più esperti:

- Pratali gio’a di si’uro, mi’a per nulla: a Milano ‘un cianno l’erba di’ pprato!

-  Di Natale gli fa la sorpresina nell’ovo, tu vvedrai… (ci aveva ragione, eccome! come si sarebbe saputo, ma dopo)

Individuato a vista come “novo”, vengo subito battezzato “il pittore” e aggiunto ai cori pigliangiro che non risparmiano assolutamente nessuno.

-  Pittore, ti voglio parlareeee, che se’ venuto a fareeee, se non canti resta a casaaaa!

-  Uno due…buuuscèèèèèè!!! – si strilla aprendo una bottiglia di vino, che subito scorre nei bicchieri di plastica trasparente.

La zona calda è in fondo al pulman, come alle gite scolastiche dove succede di tutto, la zona più compassata invece sta nel “cima pulman”.

Il Pasticcere passa per distribuire i brigidini e vino a tutti, sbircia i libri semiaperti e mi dice: a me mi garba di più Turner, lo conosci?

Chiudo i libri e ‘un li apro più, Modigliani può attendere. Turner è meraviglioso.

Passa il pulman degli ultras, quelli proprio proprio: ora pencola a sinistra, a poggi’e bbua.

Forse le sospensioni hanno collassato e ceduto.

Si rallenta, ci si ferma, si riparte: vedo il Tasso incazzato nero, da sempre probabile futuro sindaco nei desideri dei tifosi, un po’ ingrigito nella nebbia.

-  questa vorta ‘un pago, i sòrdi ce li ho io! – borbotta convinto.

Anche la volta scorsa, a Reggio di Calabria, si era rotto un pulman, mi dice: ora basta!
Si arriva allo stadio tutti insieme, con l’aiuto degli dei dell’ autostrada, benigni e compassionevoli.
Qualcuno è venuto con la macchina o in treno: siamo 400.

Di cui 300 giovani e forti (e ululanti), gli altri 100 un po’ meno. Piove quella pioggerellina uggiosa e penetrante che c’è solo a Milano.

Siamo presi in cura da uno squadrone di poliziotti armati fino ai denti, di cui alcuni di sesso probabilmente femminile.

-  Siamo gente bona noi - sussurra il Professore, grigiocrinito e dotato di coda, a una delle meno orrende. Sta bona con i’manganello eh?

Ci stipano in un angolo dello stadio: siamo alla Scala del calcio, S.Siro. Stadio infinito di spazio che subito ci delude: è strapieno di milanisti e c’è l’erba…Pratali poteva restare a casa!

E invece gioca, dall’inizio.

Cominciamo coi cori, appena percepibili nell’urlo assoluto dei milanisti, innumerevolii come le cavallette.

Il mappamondo brillante di Galliani risplende anche sotto il cappellino, come la sua sicurezza del risultato, il celebre sorriso a 77 denti (brevetto depositato da Forzaitalia) è delle migliori occasioni.

Mister Baldini, in panchina, ha una flebo di thèati sotto la tuta, quello che fa bene qui e qui, ha il sorriso di un bambino alla fiera per il Corpusdomini: sembra che lo sappia come andrà a finire.

Ma a noi non ce l’ ha detto e si soffre come le bestie.

Quasi subito, improvviso come una disgrazia (per loro per loro!), arriva il gol di Totò, ma è Rocchi che lo propizia, lo struttura, lo regala al mondo…

Va bene, penso, adesso segnano loro e ce ne danno 4, come sta scritto.

Macchè… Berti si fruga nei pantaloncini come Etabeta, tira fòri una saracinesca e l’imbulletta ai pali della porta; gli altri diventano per magia tutti brasiliani.

Quello che brasiliano è davvero, Cribàri, diventa due brasiliani e gioca stereo.

Ci danno una punizione in area. Quasi dentro la porta. Sembra già dentro a palla ferma.

Macchè…il tiro di Sheva rimbarza, va fuori di poco e noi si riapre gli occhi increduli e si ricomincia a respirare.

Abbraccio il Professore come se fossimo gay dalla nascita e insieme si salta come grilli co’i calli a’piedi.

L’arbitro si ricorda che in campo c’è già l’erba e alla prima occasione butta fuori Pratali.

Sembra dire ai Milanisti: ora ce la fate a pareggiare?

Macchè… non ce la fanno.

Alla fine il fischio, che ha la dolcezza delle cose buone e giuste, come la tromba del giudizio finale, per quelli che sono stati buoni o quasi.

Ci si guarda increduli: come è stato possibile? Tre punti a Sansiro con il Milan.

Qualcuno tenta approcci con le poliziotte, qualcuno bacia un santino di Padre Pio, qualcuno la tessera del pidiesse… e giù i cori antiberlusconi, non potevano mancare, così lui avrà ancora più rabbia: d’altra parte a Empoli, si sa, son comunisti anche i gatti…

Restiamo soli a Sansiro, si accendono le luci come nella canzone di Vecchioni.

Abbiamo vinto. Finalmente il presidente Corsi, per la prima volta in vita sua, sorride.

Si ritorna a casa: anche il pulman “poggi’e’bbua” si rimette in moto, come per miracolo: il miracolo a Milano.

Chissà a casa come saranno contenti!





di Paolo Pianigiani (detto i’ ppittore)


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