Transfinito edizioni

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Il rebus della vita. Rodolfo Vitone alla galleria "La Parada" di Brescia

Giancarlo Calciolari
(11.09.2009)

Alcune lezioni restano. I documenti sono le opere e i libri. Diventano acquisizioni quando le troviamo in viaggio nell’itinerario di altri artisti e intellettuali, così come nei manufatti industriali. Questo è il destino della poesia visiva, in particolare italiana, e in estensione il destino più lungo e articolato dell’intervento della scrittura nelle opere plastiche.

Tra i maestri di questa stagione della poesia visiva, il caso di Rodolfo Vitone, In mostra alla Galleria “La Parada” di Brescia sino al 25 settembre 2009, è uno dei più interessanti, anche per il suo lavoro intellettuale di editore, che anticipa con la rivista “Marcatrè”, nel 1963, l’intervento di altri “gruppi”, che per altro renderanno ideologica la sua apertura all’arte e alla cultura.

In mostra ci sono opere dell’ultimo periodo, che mantengono la non risoluzione dei “rebus”, in cui la passione della decriptazione e della decifrazione, eminentemente sociali e appannaggio specifico del modo universitario d’affrontare la questione del senso, del sapere e della verità, sono in scacco.

Guardando, e ancor più leggendo, le opere di Rodolfo Vitone ci si accorge che la lettura immediata di ogni cosa, celebrata persino dalla filmografia hollywoodiana, è tale solo accettando in blocco le chiavi di lettura sociali promosse dalle oligarchie di governo planetarie. È così che le immagini emergono danzanti e insituabili (per il tiro a segno tra iconoclastia e iconolatria) e chiedono un’altra lettura.

Richiedono la conversazione con le opere e con l’autore, quando ci sia l’occasione. Allora emerge la narrazione, con i suoi effetti di senso, anche tra fraintendimenti e sogni di comunicazione diretta. Altrimenti le opere risultano mute.

E si pongono nuove ipotesi di lettura in un dettaglio che attira l’attenzione, come il violino in “Resti” (2007), nella sua connessione con i violini di Giuseppe Chiari, e quelli ancora più noti di Picasso e Braque.

Ogni cosa data per scontata nell’ordine tecnico manageriale dell’occidente non fila liscia nel lavoro di Vitone e chiede sempre un’altra lettura. Anche i nudi femminili, privi di erotismo, indagano l’enigma donna più che offrirne la soluzione, nella donna senza enigma, quella presunta dall’erotismo e dal porno, che si esercitano in ginecologia fantastica.

L’Art Director della galleria “La Parada”, Gi Morandini, ha inaugurato una collezione d’arte, in collaborazione con Transfinito edizioni, col titolo per l’appunto di “La Parada”. Il primo volume è dedicato proprio all’opera di Rodolfo Vitone: Il rebus della vita, in cui la poesia visiva attuale prosegue nel dissipare la presupposizione semiologica di una risposta a ogni cosa e scommette sulla curiosità e sulla ricerca. Questione anche dell’adolescenza infinita di Rodolfo Vitone.



Associazione Culturale “La Parada”

Via Milano, 64

Brescia

Orari d’apertura dalle 19 alle 21 dal lunedì al venerdì o su appuntamento.

Ar Director Gi Morandini, cell. 335 5633509

www.laparada.it

Giancarlo Calciolari


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19.05.2017