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Il Foscolo in anastatica

Paolo Pianigiani
(9.09.2009)

Non ho mai amato il Foscolo. Me lo facevano imparare a memoria: passi per il "né più mai toccherò le amate sponde" o il "forse perché della fatal quiete", che insomma scorrevano veloci e tintinnanti, e restavano nella ram senza troppo delirio. Ma i Sepolcri, approcciati nel mio triste ginnasio, proprio non li sopportavo. Così come il 5 di Maggio, tremendo mattone manzoniano, al quale preferivo sempre e di tutto cuore le musicali noterelle carducciane, quelle della nebbia che agli irti colli... Che in origine erano "grigi". Il guizzo geniale della variante: "irti": tutto un altro poetare.

Son dovuti passare gli anni e una lunga sequela di letture e acquisizioni per tornare su quell’antica antipatia: non mi ero accorto che con quella uscita improvvisa: "a egregie cose il forte animo" c’era stata, sì che c’era stata, l’uscita dal consueto, l’apertura stellare verso la poesia. Nei fatti son dovuto cambiare, acquisire maggiori equilibri e perdere quel poco o tanto di superbi furori censori tipici di quegli anni benedetti.

E mi son letto, e di gusto, in questo ritorno alla prima imprimitura, l’edizione anastatica sull’originale del 1807, edita nel recente giugno da Polistampa, a Firenze.

Ricca delle note a spiegare, di pugno del Foscolo, dimenticate poi nelle antologie di scuola, che affondano concetti e spiegano parole come mai altrove si sarebbe fatto. Di ogni ispirazione riporta il modello, la prima origine, i gemellaggi con altri poeti, per lo più gli antichi greci (leggeva nell’originale, beato lui).

C’è in vero in queste stesure brevi di prosa, poste lì allo scader di pagina, lo spirito che si ritroverà nel commento al viaggio sentimentale di Yorick. Nelle notizie intorno a Didimo Chierico. Ma questa è già un’altra storia.

Chiudo con un’annotazione: l’edizione del 1807 uscì con la "protezione" della Legge 19 Fiorile anno IX. Era una legge della Repubblica Cisalpina sul "Diritto d’Autore".

Eccola qui:

http://www.ubertazzi.it/it/codice/doc423.pdf

Dal sito della casa editrice Polistampa – Firenze

http://www.polistampa.com/asp/sa.asp?id=27813



Paolo Pianigiani


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14.02.2017