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Pianeti e Pianetini del Sistema Solare...

Mario Bartolini
(3.08.2009)

Mercurio

Il più vicino al Sole; ne dista mediamente 0,4 UA* (Unità Astronomiche).

Periodo di Rivoluzione, cioè il tempo impiegato in un giro completo intorno al Sole: 88 giorni terrestri.

Pianeta "roccioso" analogo alla Terra, ma praticamente senza atmosfera, quindi senza fenomeni di erosione, né da parte dei venti né da parte delle piogge.

Temperatura diurna: circa 460 Gradi Celsius.

Temperatura notturna: circa - 180 Gradi Celsius.

Orbita notevolmente ellittica (Perielio 47 MKm, Afelio 70 MKm).

Pare che ai poli, in seno a profondi crateri, possa esservi dell’acqua.

Non ha satelliti.

Essendo un pianeta cosiddetto "interno" —ovverosia posto all’ "interno" dell’orbita della Terra—, presenta all’osservatore terrestre le "fasi" analogamente alla Luna, ad eccezione della fase Piena, che non è mai possibile osservare, in quanto il pianeta si trova dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra.

Venere

Dista mediamente dal Sole 0,7 UA* e il Periodo di Rivoluzione è 225 giorni terrestri.

Pianeta "roccioso" analogo alla Terra.

Non ha oceani ed è coperto da spesse nubi che ruotano velocemente; esse sono formate principalmente da anidride carbonica e acido solforico e generano spesso piogge fortemente acide.

Tale densa atmosfera esercita al suolo una pressione di circa 90 bar e genera un sì marcato effetto-serra da portare la temperatura del pianeta a 480 Gradi Celsius, più alta cioè di quella di Mercurio, che si trova notevolmente più vicino al Sole.

Dovuto al grande potere riflettente degli strati più esterni delle sue nubi, risulta il pianeta più brillante.

Al contrario di tutti gli altri pianeti, Venere ruota su se stesso da Est verso Ovest, per cui il Sole vi sorge a Ovest e vi tramonta a Est; inoltre tale moto è estremamente lento, facendo sì che il suo “giorno” abbia una durata maggiore del suo “anno”.

Non ha satelliti.

Pianeta "interno" come Mercurio, al pari di esso presenta all’osservazione da Terra le "fasi", delle quali, per le ragioni dette sopra, non si osserva mai quella "Piena".

(Terra) (Distanza media dal Sole: 1UA. Periodo di rivoluzione: 365,2422 giorni.)

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Charley Supper-Bertho, "Beautée fatale", acrilico su plexiglass

Marte

Distanza media dal Sole: 1,5 UA*. Periodo di Rivoluzione: 1,9 anni terrestri.

Pianeta "roccioso" analogo alla Terra.

Ha due microscopici satelliti: Phobos e Deimos, poco più di due grossi macigni di forma irregolare, anziché sferica.
Ha un’atmosfera estremamente rarefatta e quindi una pressione al suolo di soltanto qualche millesimo di bar.

Dovuto alla distanza dal Sole, le temperature sono molto basse.

Almeno in superficie non c’è acqua; pare ve ne sia nel sottosuolo, anche non profondo e pure nelle calotte polari ghiacciate, insieme a ghiaccio-secco di anidride carbonica.

Pur con un’atmosfera così rarefatta, si ha l’insorgere a volte di fortissimi venti che generano gigantesche tempeste di sabbia, che a loro volta danno origine a grosse dune.

Come hanno potuto rilevare le varie sonde inviate dall’Uomo, l’ambiente è quanto di più desolato si possa immaginare, con assenza assoluta di qualsiasi traccia di vita.

All’epoca delle osservazioni di Schiaparelli, invece, si era fantasticato sulla possibile esistenza sul pianeta, non soltanto di forme di vita, ma addirittura di una ipotetica civiltà, sulla base di certe strutture che apparivano al telescopio sparse un po’ su tutta la superficie di Marte e interpretate come giganteschi canali artificiali, opera della suddetta civiltà.

Su Marte esiste il più imponente vulcano dell’intero Sistema Solare, denominato "Olimpus", alto quasi 30 Km e largo 600.
Dovuto all’inclinazione del suo asse di rotazione, come sulla Terra vi sono le stagioni, ma esse durano circa il doppio delle nostre, in quanto dura circa il doppio del nostro, l’anno marziano.

Essendo Marte un pianeta posto al difuori dell’orbita terrestre, è possibile osservarne la sua fase "Piena" e circa ogni due anni le osservazioni sono molto facilitate dalla sua relativa vicinanza alla Terra; vi sono poi degli anni in cui tale vicinanza è particolarmente accentuata, rendendone ancor più agevole lo studio da Terra.

Negli ambienti spaziali, sembra si stia pensando seriamente a una spedizione umana sul Pianeta Rosso, in un futuro non lontano: le difficoltà sono però tante e i problemi pratici da risolvere, enormi.

Fascia degli Asteroidi

È costituita da un grandissimo numero di corpi celesti minori (denominati, oltreché Asteroidi, anche Pianetini, o Planetesimi) orbitanti in una più o meno larga fascia posta tra l’orbita di Marte e quella di Giove.

La Fascia degli Asteroidi potrebbe essere il risultato della esplosione di un pre-esistente pianeta, oppure al contrario, il materiale a disposizione nella zona per la costituzione di un pianeta che per qualche ragione non si è mai formato: ma queste sono solo ipotesi.

L’oggetto più grande, Cerere, ha un diametro di un migliaio di Km, ma ve ne sono anche di estremamente piccoli, fino alle dimensioni di un macigno e dalla forma del tutto irregolare, anziché sferica.

Soprattutto in tempi moderni, grazie ai mezzi tecnologici che sempre più sono stati accessibili anche ai non-professionisti (come i sistemi di puntamento automatico dei telescopi anche modesti e le camere CCD, così valide per la ripresa di immagini digitali di oggetti a volte estremamente deboli, quali appunto gli Asteroidi), tali corpi celesti sono stati oggetto di interesse e di studio via via crescente, con un numero di scoperte ormai molto rilevante.

Alla scoperta di un nuovo Asteroide da parte di un Osservatorio sia professionale, sia amatoriale, ne vengono tempestivamente comunicati i dati relativi alla sua posizione in cielo ad un Centro di Raccolta Mondiale negli Stati Uniti, il quale, rendendoli disponibili in un data-base su Internet, permette a qualsiasi Osservatorio di seguire l’oggetto nelle notti successive, ovverosia —come si dice in gergo— di farne il “follow-up”.

Al momento che l’orbita risulta determinata con sufficiente precisione —ciò che può richiedere anche vari anni di osservazioni—, l’Asteroide viene ufficialmente numerato da parte del predetto Centro e lo scopritore può battezzarlo con un nome di sua scelta e dedicarlo a chi desidera, purchè NON a se stesso.

Dato che vi sono degli Asteroidi anomali che percorrono la loro orbita al difuori della cosiddetta Fascia Principale, tali corpi sono seguiti dagli Osservatori con particolare attenzione, poichè fra di essi possono esservene alcuni con rischio più o meno reale e/o immediato di impatto con il nostro pianeta, con le catastrofiche conseguenze del caso (basti pensare ad una delle ipotesi causa dell’estinzione dei Dinosauri).

Giove

Distanza media dal Sole: 5 UA*. Periodo di Rivoluzione: 11,9 anni terrestri.

Il più grosso e massivo dei pianeti del Sistema Solare, tanto che, se avesse avuto una massa poco più grande, sarebbe divenuto una piccola stellina, accendendosi per l’innesco delle reazioni nucleari nel suo centro.

Data la sua distanza notevole dal Sole, le temperature su Giove sono sempre molto al disotto dello zero.

Nel 1610 Galileo, col suo rudimentale telescopio scoprì i 4 principali satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto), denominati Medicei in quanto dedicati da Galileo stesso alla Famiglia De’ Medici, sua protettrice.

Nel corso del tempo, con i mezzi sempre più potenti, sono stati scoperti molti altri satelliti, alcuni dei quali veramente molto piccoli.

Giove possiede un nucleo centrale relativamente modesto —grosso modo delle dimensioni della Terra—, sovrastato da una spessissima atmosfera —principalmente di Idrogeno ed Elio—, che ne rende il diametro una dozzina di volte quello della Terra.

Ha un campo magnetico 20.000 volte più intenso di quello terrestre, dovuto alla veloce rotazione del pianeta su se stesso (impiega solo circa 10 ore!).

Le varie sonde che si sono susseguite ci hanno mostrato stupende immagini dei suoi dettagli, ma anche con modesti mezzi lo si può osservare direttamente, percependolo come un dischetto che presenta varie bande trasversali; inoltre sarà visibile la famosa "macchia", che altro pare non sia che un gigantesco uragano, in atto da centinaia di anni.

Al pari di Saturno possiede anche una serie di "anelli", ma estremamente tenui ed osservabili solo con mezzi adeguati e in circostanze particolarmente favorevoli.

Saturno

Distanza media dal Sole: 9,5 UA*. Periodo di Rivoluzione: 29,5 anni terrestri.

Molto simile a Giove da tanti punti di vista (spessa atmosfera, temperature molto basse, ecc.), ma un po’ più piccolo.

È il pianeta più lontano, noto ai tempi di Galileo.

I suoi anelli, decisamente appariscenti e studiati in antico da Giandomenico Cassini che ne scoprì la discontinuità fra anello "A" e anello "B" (la cosiddetta “Divisione Cassini”), ne fanno l’astro più spettacolare, pur osservato con modesti mezzi.

La serie di anelli, molto estesi in superficie, ma in proporzione estremamente sottili —mediamente 200 metri—, si ritiene formata dai residui di un satellite esploso o forse sbriciolato per ragioni mareali, che continua tuttora ad orbitare attorno al pianeta, sebbene ridotto in frammenti più o meno piccoli.

Ha vari satelliti, di cui il maggiore è Titano —addirittura un po’ più grande del pianeta Mercurio—, con un’atmosfera simile a quella che dovette essere l’atmosfera primordiale della Terra.

Non ha un campo magnetico intenso come quello di Giove, ma comunque più intenso di quello terrestre di circa 600 volte. Come per il pianeta Giove, il telescopio Hubble e le sonde ci hanno fornito interessantissime immagini di Saturno, ma anche la diretta osservazione con mezzi amatoriali, riesce a dare un bello spettacolo.

Urano

Distanza media dal Sole: 19 UA*. Periodo di Rivoluzione: 84 anni terrestri.

Pianeta gigante gassoso, analogo a Giove e Saturno, ha un’atmosfera composta principalmente di Idrogeno ed Elio, con tracce di metano, ammoniaca ed anche di acqua; le temperature sono davvero bassissime (- 216 Gradi Celsius).

È caratterizzato da nubi molto riflettenti e la sua colorazione è verde-azzurrina.

Data la sua lontananza dal Sole, fu scoperto solo nella seconda metà del 1700, quando i telescopi divennero finalmente strumenti degni di questo nome.

Dovuto forse ad un impatto con un altro corpo celeste, il suo asse di rotazione, a differenza degli altri pianeti, è quasi orizzontale, ovverosia quasi giacente sul piano dell’orbita, ciò che causerebbe variazioni climatiche stagionali davvero apocalittiche se si trovasse vicino al Sole come ad esempio la Terra, Venere, Marte...

Il suo campo magnetico (una cinquantina di volte più intenso di quello terrestre), è molto irregolare, come del resto quello di Nettuno.

Possiede una sottile serie di anelli, che per il particolare orientamento dell’asse di rotazione, risultano quasi perpendicolari al piano dell’orbita.

Ha una quindicina di satelliti ad ora scoperti.

Nettuno

Distanza media dal Sole: 30 UA*. Periodo di Rivoluzione: 165 anni terrestri.

Fu scoperto verso la metà del 1800, su predizione matematica.

Caratterizzato da un piccolo nucleo consistente, la sua spessa atmosfera è simile a quella degli altri pianeti gassosi (Giove, Saturno, Urano) e la colorazione azzurrina è data forse —ma non è detto— da percentuali di metano presenti in essa.

Le temperature sono estremamente basse (- 235 Gradi Celsius).

Ha vari satelliti e una serie di sottili anelli.

Plutone

Distanza media dal Sole: 39,5 UA*.

Il più lontano, piccolo e freddo dei pianeti.

Scoperto nel 1930, compie un’orbita completa in 248 anni terrestri, per cui da quando lo conosciamo ne ha percorso appena il 30%.

Ha un satellite denominato Caronte, con caratteristiche simili.

La sua orbita è molto ellittica, tanto che va in certi tratti ad intersecare quella di Nettuno.

Nessuna sonda ha visitato ad ora Plutone, per cui le nostre conoscenze circa questo remoto pianeta sono dovute ad osservazioni telescopiche (da Terra o dallo spazio con l’Hubble), o a calcoli e ragionamento.

Curiosità: un ipotetico osservatore su Plutone, prima di morire assiderato, noterebbe di non riuscire mai a vedere la Fase Piena di nessuno degli altri pianeti (salvo in estremamente rare circostanze quella di Nettuno), poiché essi si trovano tutti all’interno dell’orbita di Plutone stesso. Se per contro egli si trovasse su Mercurio, prima di evaporare, avrebbe la soddisfazione di poter vedere la Fase Piena di tutti gli altri pianeti del Sistema, poiché tutti quanti si trovano al difuori dell’orbita di Mercurio stesso.

*) L’ “Unità Astronomica” —simbolo “UA”—, frequentemente usata dagli astronomi —in quanto comoda— per esprimere le
distanze soprattutto nell’ambito del Sistema Solare, rappresenta la distanza media Terra-Sole, ovverosia circa
150 milioni di Km.




Mario Bartolini

mario.bartolini@libero.it


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19.05.2017