Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

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Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
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Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
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Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
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Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
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Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

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Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
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Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

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Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

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Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

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Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
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Segnalazioni libri

Hilda Perek
(23.07.2009)

Segnalazioni dallo scaffale della redazione di Transfinito


Flavio Ermini, “L’originaria contesa tra l’arco e la vita. Narrazioni del principio”, Moretti e Vitali, Bergamo, 2009, pp. 156, € 14,00.


L’originaria contesa tra l’arco e la vita. Sin dal titolo, l’ultima opera narrativa di Flavio Ermini fa cenno a una riflessione di Eraclito: Nome dell’arco è vita, opera ne è la morte, ponendo così due questioni preliminari: 1. Il nome dell’arco (biòs) dice solo un aspetto della cosa nominata: l vita (bìos), anche se tale aspetto non è meno reale dell’altro, che coincide con l’"opera" dell’arco, ovvero la "morte"; 2. non è possibile negare che una stessa cosa, l’arco (biòs), sia pari tempo bita (bìos) e morte. Con L’originaria contesa tra l’arco e la vita, Ermini chiama il lettore a muovere alcuni passi nella terra mattinale: dov’è l’originaria contraddittorietà delle cose. In quale modo? Affidandosi a un dire puramente rivelativo; un dire che vuole coincidere con il principio, per coglierne l’inesausta potenza e la promessa sempre rinnovata di avvenire che custodisce in sè. Nel farsi della narrazione si manifestano creature di cui l’essere umano non sa nulla, Figure che pensano in una lingua che non hanno ancora pensato: la sorella del sonno, il padre divenuto cieco, il nemico mortale, i caduti, i guardiani della sfera, i discenti. Le loro vicende non avvengono mai, ma sono sempre. Hanno luogo nel possibile che costantemente si ripete: la custodia terrena del cielo, il giardino conteso, la torre dell’antivita, l’ingannevole terraferma, lo zoo di pietra, lo spazio inerte del mare, la terra rovesciata. Quelle figure e questi luoghi - insistentemente presenti nelle opere di Ermini - Indicano che assentire al principio, conformandosi, alla possibilità di una nuova scrittura, impone di testimoniare quanto avviene nell’immaginazione, al manifestarsi del vero.


Anterem n. 78, “Apostrophé”, Anterem Edizioni, Verona, 2009.


È pubblicato l’atteso numero 78 di “Anterem”, La rivista diretta da Flavio Ermini. Il fascicolo (96 pagine) è dedicato ad alcune questioni letterarie e filosofiche connesse all’affascinante figura dell’“Apostrophé”
Convengono al dialogo su questo tema poeti e pensatori di rilievo internazionale, in un succedersi articolato di poesie e saggi.
Di particolare interesse la poesia Il roveto di Marina Cvetaeva proposta nell’originale traduzione di Elena Corsino; così come la poesia In Aegipten di Paul Celan, proposta nella sua forma autografa e commentata da Clemens Carl Haerle.


Guillaume de Sardes, “Nijinsky. Sa vie, son geste, sa pensée”, Hermann, Paris, 2006,pp. 247, € 25,00.


« J’ai décidé de travailler la danse encore plus. J’ai commencé à maigrir. Je me suis mis à danser comme Dieu. Tout le monde s’est mis à en parler. » C’est ainsi, se souvient Nijinsky, que débuta sa légende. Nous sommes en 1904. Quinze ans plus tard, en 1919, le danseur donnait sa dernière représentation, au Suvretta House, avant de perdre la raison. Entretemps, il avait été le plus grand danseur de sa génération, le chorégraphe génial de L’Après-midi d’un faune et du Sacre du printemps ; il avait été l’amant de Diaghilev, l’ami de Léon Bakst ; il avait connu Jean Cocteau et Paul Claudel, Debussy et Stravinsky ; il avait servi de modèle à Rodin, Maillol, Klimt ou Kokoschka.

A partir des Mémoires de ceux qui l’ont côtoyé et des archives de la Bibliothèque de l’Opéra, Guillaume de Sardes retrace la vie de Nijinsky et étudie de manière précise ses talents de danseur et de chorégraphe. Grâce à la récente publication des Cahiers de Nijinsky dans leur version non expurgée, il a pu donner, pour la première fois, une interprétation originale de la pensée du danseur.

Guillaume de Sardes, docteur en histoire de l’art, diplômé de l’Université de Florence, danseur et écrivain, dirige la collection Danse aux éditions Hermann. Ses travaux portent sur le corps et la beauté.

Danse, Danse, Danse décembre/janvier n°54

"De nombreux ouvrages ont été écrits sur Nijinsky, tous rapportant avec plus ou moins de bonheur certains épisodes de sa vie, ses facultés, sa philosophie. Il manquait un ouvrage de synthèse. C’est désormais chose faite grâce à Guillaume de Sardes, danseur et écrivain, docteur en histoire de l’art, qui a pu avoir accès à tous les documents publiés sur celui que l’on a pu appeler le dieu de la danse."

J. M. Gourreau


Alessandro Taglioni, “La materia, Dio, l’arte”, Spirali, Milano, 2009, pp. 328, € 20,00.


Estratto del libro

Dove sta l’arte? Oggi, non più dove stava prima. Prima, cioè nel Quattrocento e nel Cinquecento. Ciò che avviene nell’arte cosiddetta contemporanea è la decadenza che ha inizio con la reazione al rinascimento. E, allora, dove sta, dopo tutti i distinguo che sono intervenuti? L’idea della morte di dio, della morte dell’uomo, della morte della materia, della morte dell’arte ha prodotto interrogazioni speculari il cui risultato è la tabula rasa pop concettuale.

[...]

Una volta c’era la pittura "di genere", e ci si riferiva a un certo modo, tempo, tema. Oggi, l’arte è di genere, e ritenuta di divina o demoniaca ispirazione, come al tempo di Platone.

Tolta la materia, tolta la memoria, tolto il tempo, ecco lo spettacolo. Exploit, performance, happening, pettegolezzo: ecco il successo dell’arte del Novecento.
(dall’Introduzione)

Quarta di copertina

In questo libro vengono riportate note di lettura in merito al testo dell’arte, con esempi del Rinascimento e della modernità, in Italia, in Francia e negli Stati Uniti.

Una traversata del dizionario e del glossario della lingua dell’arte, dei suoi strumenti e dei suoi mezzi, che affronta i testi di Massimo Bontempelli, Benedetto Croce, John Dewey, Ferdinand de Saussure, Georges Didi-Huberman, Mircea Eliade, René Girard, G.W.F. Hegel, Giovanni Papini, sant’Agostino, sant’Ambrogio, Armando Verdiglione e altri.

Si tratta anche dei luoghi comuni, delle dottrine, delle ideologie e delle profezie che ciascuno degli Autori (filosofo, linguista, logico, teologo) annota con effetti nei decenni e nei secoli successivi quanto all’avvenire dell’arte e della cultura.

Alessandro Taglioni è tra i rarissimi pittori che teorizzano all’altezza della loro produzione pittorica.









A cura di Hilda Perek


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30.07.2017