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Alessandro Taglioni. "Pittura". Galleria Cavour, Padova

Giancarlo Calciolari
(5.06.2009)

Alessandro Taglioni ha inaugurato il 29 maggio 2009 una mostra personale dal titolo “Pittura”, ospite del Comune di Padova nella Galleria Civica di Piazza Cavour. Cinquanta opere, tra acquarelli, oli, acrilici e digitali su pannello e tela. Da Padova ha preso avvio l’itinerario di Alessandro Taglioni (nato a Macerata nel 1958) studiando al Liceo Artistico e proseguendo poi all’Accademia di Venezia con Emilio Vedova e a Salisburgo con Josè Ciuha.

Il titolo “Pittura” è forse una provocazione rispetto a tutto quello che non è pittura e che nel postmoderno passa come pittura. La ricerca di Alessandro Taglioni infatti dista infinitamente dalle correnti contemporanee e inoltre non c’è canone della critica che possa leggere l’integralità della sua opera. Viene sfiorata, magari attardandosi con l’enigma del digitale, che risulta uno strumento, impiegato in particolar modo nel disegno.

Le opere esposte, col pretesto del medium differente, costituiscono quattro serie, inserializzabili, che di variazione in variazione giungono a altri approdi. Sono partiture, composizioni che potrebbero trasporsi ancora in un film.
Gli strati e la tessitura di ciascuna opera indicano la materia del palinsesto, la mappa di vita di Alessandro Taglioni.

C’è chi in Francia ha avviato una esplorazione che per questa via ha avuto la necessità di tagliare le tele e di intrecciarle per poi dipingerle ancora, come François Rouan, che ha destato l’interesse di Jacques Lacan. Diciamo questo, perché forse non è un caso che l’opera di Alessandro Taglioni interessi allo psicanalista Armando Verdiglione, formatosi con Lacan. In questo caso c’è anche l’interesse dell’artista per la teoria dello psicanalista. E caso rarissimo tra gli artisti, Alessandro Taglioni restituisce la sua lettura teorica della cifrematica di Verdiglione non solo con le opere, ma anche con un libro, La materia, Dio, l’arte, che fresco di stampa è stato presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra. Capita invece di leggere le note di lettura di un artista che ha insegnato tutta la vita in un liceo artistico le teorie dell’arte e accorgersi che non ha acquisito la lezione di nessun autore e sopra tutto che quando teorizza la sua pratica artistica ricorre a arcaismi ancora più inservibili delle teorie che ha letto.

Il libro di Alessandro Taglioni è da leggere nella sua integralità, e già a un primo approccio indica il suo metodo per integrazione e combinazione e per un costante dissolvimento e vanificazione delle fantasmatiche sull’arte, ossia di quella critica che ha tentato la padronanza e il controllo sull’arte.

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"Valle dell’Umbria", 2004, acquarello su tela, cm 80x60

Le opere indicano la lettura dei grandi maestri del rinascimento e come l’approdo sia una restituzione in qualità in un’altra scrittura, in un’altra pittura. Così accade per il paesaggio: nell’acquarello Valle dell’Umbria (2004) il paesaggio astratto lascia “ancora” cogliere qualche forma della tradizione, eppure invitando proprio allo sforzo intellettuale Taglioni intitola La scrittura del paesaggio (2007) un’opera che i più trovano decisamente astratta. Ovvero in ciascuna opera è l’artista che fornisce gli elementi del ritratto, del paesaggio, della materia, del colore, della luce. La figura, l’astrazione. Non si tratta di una coppia oppositiva. Contro il fraintendimento dell’astratto, Kandinskij aveva chiamato la sua pittura “concreta”.

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"La scrittura del paesaggio", 2007, acquarello su tela, cm 120x100

Le opere di Alessandro Taglioni non significano, ovvero non si possono leggere all’istante. Le sue opere sono “legazioni”, missive, novelle, informazioni nuove per il nostro viaggio. E via via emergono effetti di parola, che vanno ben oltre le presunte significazioni.

Che cosa accade invece a chi non viaggia? Che piovono sempre gli stessi effetti del discorso, che confermerebbero la buona o la cattiva predestinazione. A questo proposito Lacan parlava dell’esistenza di una sola significazione, la significazione del fallo.

Quando invece le opere di un autore insistono nel nostro viaggio, tra il sogno e la dimenticanza, entrano nel racconto, sino a scriversi. E non una volta per tutte. Il rebus della vita non ha la facile risoluzione dell’enigmistica. Nessuna decifrazione. Il rebus è indispensabile affinché ci sia cifra. Il rebus richiede l’astrazione, l’ipotesi abduttiva, la “teoria” senza la quale Freud dice che non può fare nessun passo. E così il rebus nell’arte è stato posto in particolar modo dalla poesia visiva, ma ancora come rebus enigmistico. Le lettere che intervengono nelle opere di Taglioni, come i grafi che ancora non sono diventati caratteri di stampa, lettere dell’alfabeto, non risultano un prestito al lettering o alle opere di altri autori “visivi”, ma provengono dalla pratica di direzione editoriale. Ciascun elemento entra nell’arca della pittura di Alessandro Taglioni. Nessun elemento escluso, nessun diluvio come minaccia. Un esempio della quinta serie della mostra di Padova, la serie invisibile “Non c’è più diluvio”? L’africano. Ipotesi di una sbadataggine (2008).

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"L’africano. Ipotesi di una sbadataggine", 2008, acrilico su tela, cm 100x80

Ha introdotto la mostra il critico Claudio Cerritelli, che ha fornito gli elementi storici dell’elaborazione che l’artista conduce in modo rigoroso da oltre trent’anni intorno alla materia della pittura. Lo psicanalista Ruggero Chinaglia ha introdotto il libro dell’artista, offrendo alcuni elementi per valutare la singolarità del suo percorso e in particolare del suo approccio teorico che non ha nulla a che vedere con il postmoderno e la contemporaneità. Alessandro Taglioni è intervenuto pochi istanti per sottolineare che la questione essenziale sia quella della materia della pittura, e di come gli ultimi duecento anni si siano caratterizzati proprio per la sua negazione.

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Alessandro Taglioni, Ruggero Chinaglia, Claudio Cerritelli





Alessandro Taglioni

“PITTURA”

Galleria Cavour

Piazza Cavour

Padova

Dal 30 maggio al 5 luglio 2009-06-04 Orario: 9,30-12,30, 16-20; lunedì chiuso

Ingresso libero


Per informazioni. Settore Attività Culturali del Comune di Padova, Servizio Mostre: 049 8204522

e-mail: infocultura@comune.padova.it

Ulteriori informazioni, aggiornamenti, immagini
http://padovacultura.padovanet.it/stampa



Sito dell’artista : www.taglioni.com

info@taglioni.com


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30.07.2017