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Verità

Giancarlo Calciolari
(22.04.2009)

La verità logica è precostituita e pre-messa, è una verità concettuale (presa insieme nel mondo della conoscenza obiettiva), una verità ideale, rispondente a un principio sostanziale e mentale : e il logico la dice, cioè bara. Tale è la verità senza il fare.

La logica classica è quella dell’interrogazione e della risposta. E la risposta è già nelle premesse, ossia nell’interrogazione. Quindi si tratta di logica circolare.

E Lacan non dissipa il cerchio magico e ipnotico (lo chiama « un certain ordre rotatoire ») e cerca la via dei paradossi topologici, le figure impossibili.

La logica canonica classica è l’impossibile presa sulla parola. Nel vocabolario logico canonico si tratta di prendere dal linguaggio naturale, talvolta chiamato anche metalinguaggio, un linguaggio oggetto in cui ci siano funzioni di verità che non richiedono il fare, l’esperienza. Non a caso, anche Quine, rispetto al linguaggio-oggetto parla di ontologia, di
« costo ontologico » (di un linguaggio-oggetto più snello).

La logica canonica classica è logica del discorso e non logica della parola.

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Opera di Christiane Apprieux

Quale ritorno non è circolare, quale ritorno non è fantasma d’origine ? Il ritorno del rimosso è dello zero nella sua funzione. È il ritorno intraducibile con “salvezza”, come ha fatto Paolo. Il ritorno del nome, indice della sua intoglibilità, sospende la credenza nella salvezza, nel fantasma di padronanza sul ritorno.

Al posto della sintassi c’è l’appartenenza, e in tal senso la matematica canonica, quella delle teorie degli insiemi assiomatizzate, si edifica come possesso sulla rimozione. L’appartenenza toglie il non dell’avere. L’albero dell’avere e l’albero dell’essere, albero d’origine, senza lo zero.
Al posto della frastica la partecipazione : ogni uno (in effetti il quantificatore universale) partecipa alla riduzione della sintassi. Per salita semantica.

Al posto del pragma l’uguaglianza. Ogni uno è un uguale, e alcuni sono più uguali di altri, gli algebristi rispetto ai geometristi.

Ovviamente, la libertà appartiene a ogni uno.

La logica canonica nega la materia della parola traendo con sé una lingua grammaticale. Quine elabora esplicitamente l’aspetto grammaticale del linguaggio-oggetto. E afferma fuori dalla piega il tempo.

La costruzione della logica, da parte di Quine, è un passaggio all’ordine grammaticale. Alla corretta interrogazione, dopo il passaggio, risponde la verità logica. Nella più pura circolarità. Così il fare – secondo l’occorrenza – è sostituito dalla necessità del fatto grammaticale, la verità logica, appunto, non effetto del pragma.

La verità come causa è propria della logica e segna la predestinazione : la segna sul corpo e nella scena, presunte rappresentabili. Nella logica è espunta la materia e la sembianza, l’oggetto e il tempo. Il linguaggio diventa oggetto, nel senso di oggettivato per la traduzione-riduzione del logico, che fa ciò che vuole il canone. La comunità canonica, che gestisce l’accesso diretto alla verità. Accesso diretto alla relazione con Dio. I logici sono, tra gli altri, i relatori di Dio. Per questo quando vacilla la credenza nella relazione con Dio deragliano anche nei loro scritti verso la teologia, sempre il discorso, su Dio. Dio-logia. La presunzione è che la logica sia la logica di Dio. Secondo Cantor, Dio stesso detterebbe questa logica. Gli scriba di Dio.

La logica con il suo linguaggio-oggetto è l’alternativa al linguaggio, che è già naturale per i logici, ovvero reitera lo stabilimento dell’ipostasi del sistema. Il linguaggio naturale è già sistema, impossibile. Assurdo.

La logica è un fantasma di padronanza, che trova risposta nell’enunciato che può essere vero o falso.

L’attribuzione all’enunciato del carattere vero o falso spinge la logica degli enunciati – logica operazionale – verso la logica della scoperta e della dimostrazione. Viene scoperta la verità, ficcata nelle premesse con l’attribuzione; e viene dimostrata alla comunità degli attributori, nella più pura o impura circolarità. La verità, che è già non nascondimento (qualità innascondibile) verrebbe scoperta. Strip-tease della verità. E se l’interrogazione è chiusa, fondante la risposta, e la risposta non arriva, è possibile stabilie un gruppo di omologia, una omotopia, tra una chiusura e l’altra, inseguendo lo strip-tease ideale, ossia un pleonasmo.






Giancarlo Calciolari, direttore di "Transfinito.eu". Lettore d’arte, di cultura, di scienza


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30.07.2017