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Il dispositivo di forza nella combinazione tra l’antico e il moderno

Miraldo Beghini alla galleria ART.U’. di Vicenza

Giancarlo Calciolari
(8.03.2009)

Il primo approccio è l’astratto con forme ordinate in un dispositivo concluso, riuscito, di grande forza. La figura emerge, trovando la sua condizione nel colore. Ancora una volta constatiamo che la distinzione astratto / figurativo è convenzionale, ma qui è affermato con particolare vigore.

L’occasione è quella dell’apertura di un nuovo luogo d’arte a Vicenza, la galleria ART.U’. (Artisti Uniti). Il successo dell’apertura della galleria è tale che le opere dell’artista esposto, Miraldo Beghini, si vedono immersi in uno scorcio, in un dettaglio. Quindi subito notiamo la sinfonia cromatica, diretta da un grande maestro, e il contrappunto di pennellate rapide e indeterminate ma prese in una struttura formale che le trattiene. Avvertiamo la combinazione tra la classicità e la modernità, e una citazione – nel nostro linguaggio: un omaggio e una restituzione in qualità di un altro maestro – di cui non ci affanniamo a trovare il nome.

Poi, la presentazione di Mario Bagnara dell’artista e del gruppo fondatore della galleria e la lettura di Giovanna Grossato forniscono gli elementi biografici e critici del percorso di Miraldo Beghini. E così salta fuori per noi anche il nome non cercato: Emilio Vedova. La citazione è nel modo di certi tratti scuri, per altro rari nelle composizioni, e nell’angolo stretto di curvatura di alcune forme, che paiono astratte.

Dopo, quando l’onda del pubblico si è saziata, almeno provvisoriamente delle immagini che si stagliano dalle opere a olio di Miraldo Beghini, e complici i frutti del buffet comincia a sciamare fuori dalla galleria, certamente per ritornarvi indietro con una serie di ondate successive, allora c’è stata l’occasione di vedere le opere integralmente e le figure e la composizione emergono nella loro nuova classicità che è una conquista e non qualcosa di dato ai tradizionalisti. Anche nel senso che del moderno Miraldo Beghini restituisce in qualità la raggiunta classicità. La bellezza si staglia dalle sue opere, ma integrando senza elogi quella che è stata la beffa del “brutto” introdotta in modo particolare da Marcel Duchamp. Ovvero non si tratta di un bello che proseguendo dal rinascimento (ma anche dalla classicità greca e romana) ha continuato a farsi senza interrogarsi sulla trasformazione del reale: si tratta invece di una pittura che non accetta la tentazione del male e del brutto, ma come risultato di un confronto e non di un evitamento.

Miraldo Beghini esprime i valori originari del nostro tempo, non i valori convenzionali, in un lavoro infinito di ricerca e di educazione alla bellezza. Sono piuttosto i disvalori epocali a vanificarsi se confrontati con le opere dell’artista.

Non è restato altro che complimentarsi per l’eccellente opera con Miraldo Beghini e con Davide Piazza, uno dei cinque fondatori della Galleria ART.U’ per l’avvio di questa felice esperienza. Un grazie anche, per quanto indefinito, alla città di Vicenza. Ciascuno può intendere perché.
Poi, al ritorno nella nostra galassia, abbiano cercato qualche lume per la nostra ignoranza. In internet abbiamo trovato il sito di Miraldo Beghini e una bella intervista che gli ha fatto Gianni Gastaldon. Ecco i links:


sito di Miraldo Begnini

intervista a Miraldo Beghini


Galleria d’Arte ART.U’ – ARTISTI UNITI

Via Soccorso Soccorsetto, 17 – Vicenza

Orario di apertura: martedì-mercoledì-venrdì 15,00-19,00

Giovedì e sabato 10,30-12,30

Sabato e domenica 16,00-19,00




Nota biografica tratta dal sito dell’artista:

Miraldo Beghini è nato il 27 giugno 1942 a Vicenza dove vive e lavora. Dal 1959 al 1962 frequenta a Palazzo S.Stae a Venezia il gruppo di giovani artisti che vi sono ospitati e la scuola libera del nudo tenuta da Santomaso.
Nel 1961 è al corso tenuto da Kokoschka all’Accademia Internazionale Estiva di Belle Arti di Salisburgo. Dal 1964 al 1967 fa parte del gruppo di artisti vicentini che si identifica ne ¨ La Bilancia¨, con i quali espone alcune volte a Vicenza e a Venezia. Nel 1969 frequenta all’Accademia di Salisburgo il corso tenuto da Vedova, che lo chiamerà poi, dal 1970 al ’75, a lavorare all’acquaforte nel suo studio e a fargli da assistente all’Accademia di Venezia. Dal 1979 fa parte dell’Associazione Incisori Veneti. Si è dedicato a lungo anche alla ceramica artistica e, saltuariamente, all’affresco.


Ha lo studio a Vicenza in Contrà Manin, 3.

Per informazioni : info@miraldo.it


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19.05.2017