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Il cancro come animale di fantasia

Giancarlo Calciolari
(1.03.2009)

Alcune note per introdurre

Secondo il pensiero greco, il cancro emerge da un’oscura insurrezione, rinvia ciascuno alla sua natura notturna. Animale fantastico incarnato: cancro, come indica l’etimo greco. Animale totemico che tiene luogo di incarnazione del parricidio, là dove l’AIDS tiene luogo di incarnazione della sessualità. I tentativi di eludere il parricidio e la sessualità non riescono mai: l’incarnazione è, per dire così, l’ultima testimonianza dell’impossibile azione di disincarnare la carne.

Caricatura della logica del numerazione cifrale, il cancro: genera una proliferazione anarchica delle cellule. È il principio della generazione in un corpo a corpo: la gnosi incarnata. Fissate l’uno e avrete la proliferazione dei doppi, fino alla sommatoria non ristretta della riproduzione del simile, della stessa carne, fino al corpo indomabile nel corpo domato. Considerando un successo la tolleranza di una sommatoria ristretta della proliferazione, come un patto con la morte.

C’è stato per un momento la speranza della medicina di potere vincere il cancro con un attacco preciso e mirato come un’operazione bellica. Tuttavia il cancro si è rivelato più complesso, nel senso che non ha una causa unica né un solo tipo di sintomo. Sempre secondo questo metodo tratto dalla farmacia di Platone, il cancro sarebbe una crescita caotica di cellule, scatenata per una moltitudine di fattori. Il progresso è cercato nella ricerca della biologia molecolare.

Nello studio dei virus la medicina magica e la farmacia ipnotica cercano di applicare modelli matematicici per analizzare la struttura delle proteine virali, nella speranza di arrivare a comprendere il processo infettivo e dunque di produrre dei medicinali mirati, in particolare per l’AIDS.

Il sogno è quello di Leibniz, di Cartesio, di Lacan,: la matematizzazione del reale, ovvero una certa padronanza sulla parola istituendo la funzione di morte. Ma la parola sfugge all’algebra del reale: i contrappassi e i contropiedi sono ciò che resta di inalgebrico dopo il tentativo di espellere la materia. Il cancro, l’infarto, l’AIDS, l’ictus, sono l’antisostanza della parola. Sono i custodi per assurdo della nominazione.

Ora la medicina mira l’incontrollabile negativo per il suo controllo definitivo. Distruggere la distruzione, uccidere l’assassino, il male contro il male: sempre il principio del male necessario. Terapia senza la parola? La magia, nera o bianca, come cura? E tuttavia la scienza del parola cifrale constata che la parola, il Verbo, si fa carne e non incarnazione.

Il cancro è un contrappasso al tentativo di padronanza assoluta del corpo. Il cancro mostra un corpo abitato da un altro corpo, straniero e non integrabile, corpo di una scena strana, corpo dell’alterità. Questo assorbimento dell’alterità corporale nell’identico dà all’interno la proliferazione.

Il cancro come in integrabile, come limite dell’integrazione procede dalla rappresentazione dell’integrazione della parola (parola integrale e integra), in termini di selezione ed elezione, di esclusione e di inclusione: dunque, in termini razzisti. L’escluso (la carne esclusa dall’azione di disincarnare la parola) viene a incrostarsi nel corpo. Ecco la gnosi corporale: l’esclusione diventa inclusione nell’inclusione, e così ogni nuova esclusione prolifera per inclusione di inclusione.
Sul postulato del corpo dell’Altro resta la malattia organica. Sul postulato dello spirito (mens), dell’Altro resta la malattia mentale.

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Christiane Apprieux, "I battenti del paradiso", 2008, bronzo a cera persa

Allora, come cessa l’incarnazione dell’animale fantastico? Come cessa l’incurabile? Con l’instaurazione del parola cifrale e dunque dei dispositivi di vita ogni volta differenti, secondo la logica particolare a ciascuno. La ragione immunitaria è la ragione di vita. I miracoli inspiegabili vengono della logica del fare, secondo un progetto inconscio, dove l’Altro è l’altro tempo come divisione incolmabile delle cose: scena originaria piuttosto che corpo mortale. L’instaurazione della carne, l’oggetto della pulsione, esige il corpo immortale. La questione della carne non è da lasciare alla teologia col suo seguito di misticismo e di ascetismo, né all’ateismo col suo seguito di edonismo filosofico o volgare. Occorre situare la carne non nella metafisica ma nella metapsicologia, per dirlo con una parola di Freud. La questione è quella dello statuto della carne nella scienza del parola cifrale.

Cosa porta profitto al miracolo? Sia il sogno che l’oblio. Molte guarigioni accadono dormendo: esse avvengono perché i sogni esistono, perché c’è l’oblio. E le guarigioni sono sempre imprevedibili per la medicina, con la sua algebra del male incurabile, del tempo che resta. Essa stabilisce il margine di sopravvivenza, e accade tuttavia il miracolo. Non è questione di dire che la medicina sia una superstizione, riducendo la scienza a delle pretese scientifiche. C’è una logica del fantasma da analizzare. Il miracolo non è algebrico. L’algebra esclude il miracolo, essendo un sistema di predicati di morte.

Non è questione di dire sì o no alla malattia. La decisione consiste nell’attenersi al fare, e solamente facendo si esiste nell’avvenimento. Noi esistiamo nel miracolo. Non c’è un altro modo di esistere. Chi non fa e non combatte, ovvero aspetta di vedere se le cose andranno meglio, non può enunciare il programma di vita. La guarigione sta nel programma di vita; mentre la paura ordinaria è senza progetto e senza programma: personalizza e socializza.
Alla personalizzazione dell’orrore, del terrore, dello spavento e del panico rispondono i contraccolpi dell’ictus, dell’AIDS, del cancro e dell’infarto.
Alla socializzazione dell’orrore, del terrore, della paura, dello spavento e del panico rispondono i contrappassi dello stupro, della guerra, della strage e del suicidio collettivo.

Il cancro è l’incarnazione animale. Mentre l’antropomorfismo è l’incarnazione umana: l’uomo come cancro. Incarnazioni profane impossibili. L’incarnazione della parola le vanifica. Quando il totemismo tramonta, il cancro si dissolve. Miracolo.

Stesura: 1995

Prima pubblicazione: 1 marzo 2009



Giancarlo Calciolari, direttore di "Transfinito.eu"


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