Transfinito edizioni

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La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

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I giorni del vino e delle rose: intervista a Silvia Maestrelli

Paolo Pianigiani
(10.02.2009)

Si distende sul divano di casa, a Villa Petriolo, nelle campagne di Cerreto Guidi, davanti a un antico camino reinventato dal design moderno tutto in rame; si muove come uno dei gatti che vivono in simbiosi con lei: il rosso Benjamin o la stupenda Caterina, dal profilo egizio; e mi guarda con occhi socchiusi. Che cercano altro al di là del presente. Arrivo a questa intervista con qualche domanda appena immaginata, sugli argomenti da trattare. Il vino e i racconti... Niente da fare, con Silvia non esistono domande, esiste il confronto. La lascio parlare, ogni tanto la invito ad approfondire, o ad entrare in territori nuovi.

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Silvia Maestrelli. foto di Alena Fialová

È un narrare intenso, che tocca aspetti intimi e personalissimi, dove il sogno e il desiderio la fanno da padroni. Per lei inventarsi imprenditrice di vino è stata un’avventura verso l’infinito. È nato così, come conseguenza necessaria, anche il Concorso Letterario di Villa Petriolo, che è già arrivato al secondo anno di vita e che ha avuto così tanto successo, da essersi meritato a sua volta premi e riconoscimenti, come il primo premio BEST OF D’ORO sezione arte e cultura del concorso internazionale The best of wine tourism - Great Wine Capitals 2009.

Quest’anno il tema era: “I giorni del vino e delle rose”, dal titolo di un famoso film del passato.
Mi dice Silvia:



Perché i racconti, le parole scritte, insieme al vino? Sono entrambi creazioni degli uomini, si formano con lentezza, coagulano e fermano il tempo dentro una bottiglia, o dentro le pagine di un libro. Interessarmi di letteratura mentre i mille problemi di una azienda come Villa Petriolo affiorano ogni giorno, mi aiuta ad affrontarli con leggerezza, o quando serve, con decisione. Sono progetti che si parlano fra loro, che vanno avanti insieme, accomunati dall’entusiasmo che ci vuole per portarli avanti fino alla conclusione. La fantasia che in un racconto ti porta lontano, o vicinissimo, dentro di te, è la stessa che serve quando si determina l’infinita varietà dei gusti e dei sapori attraverso i quali si crea un vino importante.

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Foto di Alena Fialová

Il lavoro dell’enologo, a Villa Petriolo, è sempre mediato dalla presenza di Silvia, che collabora alle scelte con tutta se stessa, il suo gusto, la sua personalità.

Così è nato il Rosae Mnemonis 2007, un vino che racconta profumi di ciliegie, fiori di campo, sapido ed elegante nell’evoluzione. Con queste note d’assaggio, tipiche del linguaggio degli specialisti, si è classificato al primo posto nella guida dell’Espresso 2009, come miglior vino Chianti dell’anno. Il motivo d’orgoglio per Silvia è quello di aver portato le terre di produzione dove opera, quelle del Montalbano, a livelli di eccellenza. Ed è anche la rivincita, e che rivincita, del Sangiovese, un vitigno che qualcuno ha cominciato ad espiantare in favore di “razze” che hanno origini e diffusione lontane dalla Toscana.

E si arriva, alla fine a parlare di poesia. Ecco Dino Campana, il grande poeta di Marradi, che ebbe con il vino lunga e non tranquilla frequentazione. Da lontano un ubriaco canta amore alle persiane, finisce una sua poesia. Nasce questo nuovo progetto. Il prossimo vino di eccellenza, prodotto a Villa Petriolo, avrà il nome di una poesia di Campana. Sarà un vino ispirato, nella densità dei sapori, nella scelta dei gusti e delle emozioni che sarà in grado di sprigionare, alla poesia dei Canti Orfici. Dall’uva, poesia della terra, al vino, poesia viva e dono per gli uomini. Un omaggio e un ricordo al poeta che più di altri ha saputo trovare parole per cantare i colori della natura e del paesaggio. Mentre fuori il sole respira gli ultimi rossi dell’autunno sulla collina che si perde lontano, fra i filari spogliati delle viti e l’incupire improvviso delle ombre.




- Link del bando: concorso letterario di Villa Petriolo, edizione 2009: S’io fossi...vino. Epifanie dello spirito.



www.villapetriolo.com



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Foto di Alena Fialová



Paolo Pianigiani. Firenze-Praga. Pittore, scrittore, redattore di "Transfinito", direttore del sito di referenza su Dino Campana.


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19.05.2017