Transfinito edizioni

Giancarlo Calciolari
Il romanzo del cuoco

pp. 740
formato 15,24x22,86

euro 35,00
acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

pp. 244
formato 10,7x17,4

euro 24,00
acquista

libro


Christian Pagano
Dictionnaire linguistique médiéval

pp. 450
formato 15,24x22,86

euro 22,00
acquista

libro


Fulvio Caccia
Rain bird

pp. 232
formato 15,59x23,39

euro 15,00
acquista

libro


Jasper Wilson
Burger King

pp. 96
formato 14,2x20,5

euro 10,00
acquista

libro


Christiane Apprieux
L’onda e la tessitura

pp. 58

ill. colori 57

formato

cm 33x33

acquista

libro


Giancarlo Calciolari
La mela in pasticceria. 250 ricette

pp. 380
formato 15x23

euro 14,00
euro 6,34

(e-book)

acquista

libro

e-book


Riccardo Frattini
In morte del Tribunale di Legnago

pp. 96
formato cartaceo 15,2x22,8

euro 9,00
e-book

euro 6,00

acquista

libro

e-book


Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

pp. 86
formato 10,8x17,5

euro 7,20
carrello


Giancarlo Calciolari
Pornokratès. Sulla questione del genere

pp. 98
formato 10,8x17,5

euro 7,60
carrello


Giancarlo Calciolari
Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

pp. 230
formato 15,24x22,86

euro 12,00
carrello


TRANSFINITO International Webzine

"Déunasega!" Intervista a Claudio Bonistalli

Paolo Pianigiani
(30.12.2008)

Immaginate la Collegiata di Sant’Andrea in Empoli piena zipìlla, le du’ file centrali di panche (rigorosamente divise in maschi a destra e femmine a sinistra, vestiti come se ci si dovesse sposare tutt’imbranco, colle cravattine e i veli bianchi). D’intorno masse commosse e frignanti di genitori e parenti. Ai fianchi le signorine del catechismo, attente piùcchemmai che non si facesse troppo ‘asino. Dieci minuti prima della cerimonia centrale della Messa, la Comunione, un ragazzino si avvicinò a una signorina, che si chiamava Adele, e le disse tutto serio: - Senta, io ieri sera ho tirato du’ bestemmie e ho detto tre vòrte “bischero” ai’mmifratello, ma se lo meritava!

Adele saltò ssù come mòrza da una terrantola, prese il peccatore per un braccio sollevandolo da terra, e si precipitò ai’cconfessionale più vicino, passando avanti a tutta la fila.

Dentro il confessionale c’era Don Brògi, che chiese con pazienza: che hai fatto? Enumerati i misfatti (le bestemmie, o ritenute tali, erano appunto due “Déunasega!”) il bambino si ritrovò in ginocchio, a dire in tutta fretta tre pateraveggloria, sotto la diretta sorveglianza della signorina, soddisfatta per lo scampato sacrilègio.

Qui’bbambino ero io, e devo dire che non mi son mai vergognato tanto in vita mia...

Questo per introdurre il volumetto di Claudio Bonistalli, èdito da Resole e Zolle, in distribuzione da qualche mese qui ad Empoli.

In effetti il termine che dà il titolo all’empolesiere è in qualche modo da avvicinarsi a una imprecazione dialettale, sul tipo di Diamine!, che ci arriva per contrazione, diretta e sparata dal vocativo latino: Domine Diabule). Ma è anche da dire, ad evitar scomuniche e i roghi in piazza, che lo spirito con cui viene pronunciata, dentro le mura (ormai solo residue e al più, immaginarie) del castello, non vuol essere mai di mancanza di rispetto per le ‘ose sacre, ma che si tratta di pura espressione rafforzativa nelle chiacchere ai’bbarre. Come quelle che seguono...

O Claudio, o’ccome t’è venuta la bella pensata? Un vo’abolario empolese...

Bah, occhè ti dèvodì, e c’era già una lista di vo’aboli che avevo pubbli’ato su internette, sui’ssìto dì mì gruppo di muntan baicche (www.gumasio.it), una sfirza di parole che si usano spesso e che quelli di fòri che venivan con noi ‘un capivano. Questa gliè stata la base di partenza, poi insieme agli amici, in casa e a bottega, mi son messo a raccattare tutto quello che potevo e quasi per gioco ho stampato poche decine di ‘opie di “Dèunasega”, ma ho dovuto subito stampànne dell’attre perché la richiesta era n’credibile.

Nell’introduzione tuddici di non essere uno scrittore, e forse qui sta il bello del libro. Sembra preso co’i rregistratore in diretta ai’mmercato diggiovedì, o nì ggiro d’Empoli. Fra ll’usci’eimmuro dietro casa... ti rendi ‘onto d’avé ffatto un piccolo dizionario, ad uso sia dei concittadini che degli "strengers"? I cinesi, in esempio, forse non li ‘apiremo mai, ma loro, dop’i’ttu librino, finalmente ci ‘apiranno...

Te lo ribadisco, ‘un sono uno scrittore, anzi sono anche parecchio ‘gnorante, ma la nostra lingua è un po’ ‘gnorante di suo e quindi mi ci trovo a mio agio. Quello che tu’ dici gliè vero, lo sai che molte ‘opie sono andate a finire "all’estero" ovvero fòri da Empoli? Tanti l’hanno regalato a parenti e amici che ‘un capiscono alcuni passaggi ne’ discorsi e addirittura una nota industria Empolese, ne ha regalate alcune copie ai propri dirigenti delle filiali fòri zona, e l’Empolesario potrebbe anche èsse l’anello di congiunzione tra l’oriente e Empoli. Chissà?

Il fatto che il primo libro ha avuto bisogno subito di una "giunta" d’ampliamento, armèno così si dice ‘ngiro, mi fa pensare che magari ce ne saranno altri... il nostro dire, dialetto o lingua ‘mpura che sia, ha varianti e modi d’espressione infiniti... possiamo invitare i nostri lettori a metterti da parte qualche gioiellino recuperato, chessòio, in qualche chiacchera de’ nonni? Ommagari anche qualche detto nòvo, uscito di bocca come per mira’olo, a quarcuno di noi, tra illusco e ibbrusco?

Oh cchì te l’ha detto che esco coll’appendice dell’Empolesario ? Ebbene si! Tante parole m’erano scappate, anche perché sono talmente "normali" per noi che ‘un’mìerano proprio passate pè i’ccervello.

C’è stata come una gara a comuni’ammi le parole che non avevo messo e questo m’ha fatto tanto piacere, come m’ha dato una gioia enorme sapere che molti ragazzini e giovani hanno letto il vo’abolario empolese, probabilmente il titolo ha aiutato tanto. Approposito, l’appendice all’’Empolesario si chiama “Dèunaffare”, sinonimo annacquato di “Dèunasega” (una di quelle parole che m’ero dimenticato) e non contiene solo vocaboli ma anche frasi e modi di dire.

Allora invito tutti a mandare parole che non ho ancora ‘nserito nì llibrino e modi di dire "dimenti’ati", li possono mandare anche a te , Paolo: aìmmeno tu’ fai quarcosa !!!!

E perché no? Nì ffondo mi considero uno sciup’inchiostro nostrale, uso spesso il dialetto, che per me è lingua viva, nelle mi’ scombinatissime bazzoffie. Farò volentieri da raccattavo’aboli per l’amico Claudio.

Empolesi, usate gli essemmesse, i piccioni viaggiatori, i’ttelefono, l’emaille, icchèvuvvolete, ma mandateci’addì parole e frasi “nostre”. Le più belline si passano a’i Claudio, che ce le mette tutt’enfila ne’ su librini.


Gli altri articoli della rubrica Linguistica :












| 1 | 2 | 3 |

30.07.2017