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Parole di pace strappate all’oblio. Virginia Tango Piatti

Gigliola Tallone
(22.02.2010)

Virginia Tango Piatti

Firenze 21 settembre 1869-Viganello (Lugano) 1 luglio 1958



Parole di pace strappate all’oblio



Dall’1 al 7 maggio 1924 si tenne a Washington il 4° congresso femminile WILPF, Lega internazionale delle donne per la Pace e la Libertà. Virginia Tango Piatti si recò a Washington come delegata italiana in sostituzione della prof. Ida Vassalini del gruppo di Milano, malata e impossibilitata ad affrontare il lungo viaggio. La casa fiorentina di Virginia di via della Fornace 9 era stata perquisita il gennaio dello stesso anno, dove furono sequestrati opuscoli di “Pax International”, la casa editrice del WILPF.

Riesce, nonostante sia sotto stretta osservazione della polizia politica, a lasciare l’Italia, affidando il figlio decenne al direttore del collegio Domegè-Rossi: “Fui in America la sola delegata italiana, tra Congressiste di sedici nazioni europee, con le quali mi affiatai subito. Venne a Parigi incontro a noi la grande Benefattrice degli emigrati italiani, Jeane Addams; e via tutte, libere di ogni spesa, a imbarcarsi dalla Normandia sull’Orduna. Giornate indimenticabili, che potei descrivere in Italia sulla Vita Internazionale, sul Nuovo Giornale fiorentino, sul Noi e il Mondo, sulla Lettura, ecc…”

Nel libro Report of the fourth congress Women’s international league for Peace and Freedom, Pax, english edition, 1924, sono riportati gli interventi delle prestigiose delegate provenienti dall’Europa, Giappone e Stati Uniti, sotto l’egida della presidente internazionale Jane Addams. Virginia promette, al ritorno in patria, di pubblicare articoli sull’esito del congresso: “I shall express in public lectures the voice of this noble congress”. Manterrà la parola.

Nella mia ricerca bibliografica ho trovato una perla, l’ articolo riportato sotto, pubblicato su La Vita internazionale del 25 dicembre 1924. Virginia si firma con le iniziali VPT e parla di sé in terza persona, ma non sfuggirà alla persecuzione che da quell’anno la colpirà sempre più duramente. Il solo altro articolo ritrovato, nel Nuovo Giornale del 20 agosto 1924, intitola “L’America e il problema dei negri”, tema discusso dalle congressiste, in cui si firma Agar.1)

Virginia fu eletta, nel corso del congresso, membro della commisione della stampa internazionale. Nel 1927 il comitato esecutivo della WILPF comunica per lettera a Virginia Tango Piatti che e’ stata scelta per rappresentare la Lega alla Baskerville Conference di Londra, per una conferenza internazionale sull’editoria relativa alle pubblicazioni pacifiste. Le autorità fasciste le ritirarono però il passaporto impedendole di recarsi a a Londra.

Quell’anno lascia Firenze, dove è socia dal 1913 del Lyceum, per stabilirsi a Sanremo e da lì fuggire a Parigi alla fine del 1933, dopo una breve sosta a Torino presso il prof. Carrara, marito di Paola Lombroso. Anch’essa amica di lunga data di Virginia, la sorella di Paola, Gina Lombroso Ferrero, le cede lo studio parigino del figlio Leo, morto in un tragico incidente a Santa Fè in Argentina.

L’indomita Virginia continua da Parigi la sua attività di appoggio e propaganda alla causa di Carlo Rosselli, di cui diviene recapito parigino insieme al figlio, militante di Giustizia e Libertà. Vi risiede fino al 1939, anno in cui torna in Italia. Arrestata per propaganda antifascista il 1943, viene rinchiusa alle Mantellate a Firenze, e da lì uscirà per trasferirsi come internata nei campi profughi svizzeri.

La lunga prospettiva storica mostra il fallimento del pacifismo, lasciandoci il sapore amaro della dolorosa impotenza di un’utopia, ma Virginia Tango Piatti sapeva di votarsi all’utopia, tanto è che la sua casa a Firenze fu definita da un frequentatore “sede della Società dell’Utopia”. Il sentimento profondo della fratellanza e della pace tra le genti era per Virginia una compulsione ad agire, pena la perdita della propria dignità, e una causa meritevole del sacrifico della libertà, della famiglia, della sua attività di poetessa e scrittrice, limitata dalla contingenza politica che ha tarpato le ali a una mente brillante.

Ci lascia un esempio e una scintilla di speranza, mentre l’articolo qui riportato ci fa conoscere, in un breve sunto, la storia e natura della Lega, e l’impegno eroico delle donne tra le due guerre. Virginia subì la persecuzione del regime, altre furono ancor meno fortunate e internate in campi di concentramento in Germania. L’articolo sul congresso di Washington, invoglia alla lettura integrale del testo ufficiale, in cui l’ analisi delle donne colte e coraggiose impegnate nel pacifismo, della condizione sociale, economica e politica dopo la Grande Guerra, dovrebbe far riflettere sulla situazione attuale. Poco è combiato sotto il sole, molto nella qualità e coraggio dell’animo umano.



Gigliola Tallone

info@archiviotallone.com

Tutte le fonti documentali presso Archivio Tallone, Milano.

1)Gli altri giornali da lei menzionati sono irrintracciabili nelle biblioteche. In una lettera del 1921, sostiene di collaborare in modo continuativo e di poter pubblicare quello che desidera ne “Il Nuovo Giornale”. (lettera alla sorella Eleonora, 1921 Arch. Tallone) Una tessera di collaboratrice n.357, risale al 24 luglio 1925. Una seconda tessera del “Corriere dell’Irpinia” del 1928 riporta: Redattrice inviata speciale dalla Liguria, dalla Lombardia e dalla Fiera campionaria di Milano.(Famiglia Piatti). Sempre dalle sue lettere risalta che fu collaboratrice fissa dal 1913 del “Buon Consigliere”, rivista romana non rintracciata nelle ricerche, e cofondatrice della “La Piccola Fonte” di Firenze, rivista che ebbe vita solo per sei mesi, dal gennaio al giugno 1913, introvabile. (Archivio Tallone, Fond. Novaro.) Pubblica sulla La lettura (Corriere della Sera) 1918. Rassegna Nazionale di Firenze, 1917; Almanacco della donna italiana, Bemporad 1926-27. Altre ricerche saranno necessarie per la sua eventuale collaborazione, oltre questo articolo, con La Vita Internazionale di Ernesto Teodoro Moneta. Il 1936 da Parigi collabora con la rivista femminile Matelda, diretta da Luisa Santandrea, Piccola Fata e intorno a questi anni, con il Corriere dei Piccoli.

Le difficilissime ricerche relative all’attività giornalistica sono legate alle poche indicazioni lasciate da lei, pare ovvio che la sua attività di giornalista sia stata ben più sostanziosa.

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Biblioteca Braidense

Gigliola Tallone



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18.11.2008


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