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Arte e spiritualità

Antonella Iurilli Duhamel
(4.11.2008)

L’arte moderna specialmente quella astratta ha forti radici spirituali. Molto spesso tale aspetto viene negletto a favore di una maggiore attenzione nei confronti degli aspetti formali.

Ciò che viene omesso è che pionieri come Kandinsky Mondrian, Arp, Duchamps, Malevich, Newman, Pollock, Rothko e molti altri grandi giganti del periodo hanno condiviso radici spirituali comuni.

Per molti di questi artisti l’arte è stata considerata il veicolo più appropiato per quelle tematiche legate alla spiritualità.

Lo menziona chiaramente Kandinsky nel suo libro del 1912 " Lo spirituale nell’arte":

"Quando religione, scienza e moralità sono scosse ed ogni altro sostegno viene meno. l’uomo ritira la sua attenzione dall’esterno e la dirige verso l’interno.

Letteratura, musica e arte, sono le sfere più sensibili in cui questo tipo di rivoluzione inizia a prendere corpo mostrando l’importanza di quanto inzialmente era stato percepito solo da pochi. Ci si allontana quindi dagli aspetti privi di anima di questi giorni e ci rivolge verso quegli aspetti che costiuiscono cibo per l’anima".

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Antonella Iurilli Duhamel, "Rinascite"

Molti artisti del XX secolo hanno soprattutto considerato l’obiettivo spirituale della loro arte, molti di loro furono ispirati da dottrine orientali come il buddismo o il taoismo, e altri ancora furono influenzati dall’esoterismo di Mme Blavatsky, Rudolph Steiner e della Società Teosofica.

Mondrian per esempio fu membro attivo di questa società.

L’obiettivo di questi artisti è stato quello di esprimere un’arte che andasse oltre i limiti materiali, che ponesse l’artista in uno stato non ordinario di coscienza nello struggente anelito verso la trascendenza.

Questo modo di fare arte richiama le modalità della meditazione e di altre antiche discipline spirituali volte a creare una centratura della persona e allo stesso tempo una espansione della sua coscienza.

Basti pensare al dripping di Pollock fortemente influenzato dalla spiritualità degli Indiani d’America: I Navaho per esempio, utilizzavano il dripping come modalità terapeutica.

In tempi più remoti le arti erano sette; Grammatica, Logica, Retorica, Geometria, Aritmetica, Astronomia e Musica. La Filosofia era considerata la madre di tutte le arti, ad un gradino più basso c’erano, le arti tecniche come Architettura, Agricoltura, Pittura, Scultura e altri tipi di manufatto. L’Arte così come la concepiamo ai nostri giorni era solo un mero manufatto.

L’arte nell’antichità prendeva a modello la natura ma ai nostri giorni è sempre più difficile dare una definizione di arte. Da quando nei musei è entrata la merda in scatola di Manzoni dando via libera ad ogni altra forma di dissacrazione e provocazione possibile ed immaginaria, una cosa certa, la cosiddetta Arte del nostro secolo è diventata sempre più indefinibile e incomprensibile. La continua ricerca di originalità, novità hanno distrutto la comunicazione tra artista e pubblico: poesie senza capo e né coda, ferri arrugginiti che creano maestose e pretenziose installazioni,residui organici di ogni tipo, radiografie e quantaltro...esposte nelle gallerie e persino nei musei più prestigiosi del mondo.

Sembra che tutto sia diventato arte e non si capisce più cos’è Arte e cosa non lo è.

Quando questa domanda fu posta a Peggy Guggenheim rispose:

“È evidente che viviamo in un mondo oramai arresosi al conformismo delle idee, Un mondo non più destinato ad avere una grande filosofia,una grande arte, una grande religione”.

Steven Mithen nel suo libro “ La preistoria della mente”, afferma : "L’arte nell’uomo moderno (homo sapiens sapiens) è il prodotto della fluidità cognitiva e nel fare arte sono presenti tre processi cognitivi fondamentali, presenti anche se in forma separata nella mente dell’uomo primitivo ( Neanderthal):

1. La capacità di interpretare i simboli naturali (intelligenza storica naturale)

2. La comunicazione intenzionale (intelligenza sociale)

3. L’abilità di produrre manufatti ( intelligenza tecnica)



Secondo tale definizione l’arte è sostanzialmente comunicazione di immagini simboliche che si esprimono attraverso dei manufatti.

John Fowles l’autore di “ La donna del tenente francese” sempre allo stesso riguardo afferma: l’Arte è il miglior mezzo di comunicazione tra esseri umani in quanto complessa ricca di significati e facilmente comprensibile."

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Antonella Iurilli Duhamel, "Trois mondes"

C’è da chiedersi allora perché in campo artistico comunicazione ed espressione sono andati gradualmente annullandosi? Perché la Filosofia rinuncia a percorrere l’arduo cammino del “Bello” e del “Bene”? Perché le arti si allontanano sempre più dalla realtà della vita, non riuscendo più ad immaginare e a indicarci mondi possibili in cui vivere diventando complici della nostra decadenza e del nostro inaridimento come esseri umani?

L’uomo occidentale ha ridotto la sua esistenza entro gli angusti limiti della propria testa e delle proprie idee, corpo, sentimenti e anima sono diventati il vero tabù dei nostri giorni.

L’artista al contrario avrebbe ha la capacità di vestire di anima gli oggetti, di farli vibrare e di comunicarci queste emozioni, di farci percepire attraverso l’opera il suo corpo, i suoi sentimenti la sua anima.

Spetterebbe all’arte e agli artisti combattere per quei valori che ci rendono unici ma credo che questo sia possibile solo grazie alla capacità di ristabilire la differenza tra ciò che è dignitoso e ciò che è miserabile, ciò che è bene e ciò che è male sfidando l’indifferenza e l’abulia della nostra quotidianità, vere malattie spirituali dei nostri tempi.

Dal momento in cui l’arte ha cominciato a separarsi dalla vita è iniziato il processo della sua desimbolizzazione; l’arte sin dai suoi albori ha sempre rappresentato la vita. Nella semplicità della loro filosofia, i nostri antenati sapevano che la vita era più importante dell’arte, l’arte era necessaria per dare un senso a quei fatti della vita che tuttora ci angosciano come: nascita, morte, vita, morte amore ecc tentando di esprimere grazie ad immagini simboliche il rapporto umano con l’assoluto, cercando di dare voce e forma e senso allo smarrimento e alla paura che possono condurre l’essere umano verso il più totale nichilismo.

L’arte non è la semplice riproduzione di immagini o la ricerca di stili e tecniche per quanto sofisticate ed originaliesse possano esssere. L’arte non è una graduatoria. L’arte è un fatto fondamentale dell’essere metafisico.

Nietzsche soleva affermare: "L’arte è l’unica attività metafisica alla quale la vita ci obbliga”.

Dobbiamo riuscire in quanto artisti a contrapporre al nichilismo dilagante una nuova trascendenza, quella dell’espressione dei sentimenti più profondi ed intensi.




BIBLIOGRAFIA

S.Mithen, The Prehistory of The Mind: A Search for the Origins of Art, Religion and Science, London,Thames & Hudson, 1996.

F. Fowles, The Aristos, Pan Book. London 1968.

D. Bohm, “On the Relationships of Science and Art”, in: Anthony Hill , Directions in Art, Theory and Aesthetics, London, Faber & Faber, 1968.



Antonella Iurilli Duhamel


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30.07.2017