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L’originario poetico di Carlo Tosin

Eraldo Di Vita
(23.09.2008)

"L’astrattismo poetico" di Carlo Tosin è visibile ad occhio nudo nelle sue opere e viene colto fra le
pieghe delle lacerazioni, emersioni, compressioni, tensioni, linee curve, la complessità delle tragedie
contenute nelle avversità della nostra esistenza che viene trasportata sulla tela.

"L’originario poetico" che si legge nei lavori di Tosin costituisce il baricentro della sua arte astratta e
diventa il termine principale di riferimento della sua dialettica artistica.
Questo ricercatore tenta costantemente di individuare prima e raffigurare poi, con le sue opere, la
poesia della vita (nel bene e nel male) cioè l’evento contenuto nell’originario poetico e che lui ha
volto in due direzioni: quella della primitivitè (arte povera) e quella dell’espressione grafica di cui è
maestro senza ombra di dubbio, attraverso l’analisi di espedienti segnici, del senso che essi danno
allo spazio e del modo di misurarlo e riempirlo, del modo di concepire il vuoto e il pieno, del modo
di sondare l’interiorità, l’uso consapevole del linguaggio gestuale, del concetto per il quale il mondo
artistico costituisce e rappresenta un luogo puro e poetico.

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Opera della serie "Vibrazioni-costruzioni"

Nella ricerca dell’originario poetico, che dovrebbe costituire il contenuto dell’opera d’arte, Carlo
Tosin passa attraverso varie esperienze per arrivare al recupero del "gesto totale", un gesto musicale,
anche se la pittura non può essere trasformata in suono e viceversa, e il pittore usa il colore per darle
voce.

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Opera della serie "Interferenze"

Così Tosin vagheggia il ritorno all’essenzialità, alla primitività, all’archetipo e all’originario quali
dimensioni ideali da vivere e quindi da proporre a modelli di vita per poterle infine recuperare prima
che l’uomo, nel suo cammino verso il raggiungimento di non si sa quale meta, smarrisca il senso
primigenio del suo "essere uomo", senso cercato anche da Kandinskij, quando afferma che se un
artista usa mezzi "astratti" non significa che sia un artista "astratto"e si addice anche a Carlo Tosin
che, come pittore, è più concreto di ogni altro figurativo.

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Opera della serie "Interferenze"

Nella sua opera si intuiscono lo stimolo e la tensione della creatività, per sforzarsi a rendere visibili
le sensazioni, le emozioni che l’artista prova nell’atto di creare.
Nell’opera di Carlo Tosin lo spazio diventa un "sistema funzionale" strutturato in volumi, superfici,
distanze e segmenti estetici.

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Opera della serie "Vibrazioni-Costruzioni"

L’opera di questo artista si presenta in fondo come il racconto di una favola antica quanto il mondo,
i cui personaggi principali, la materia e l’antimateria, ovvero il bene e il male, si combattono senza
posa , ma la coerenza dell’artista le fronteggia senza difficoltà.
Dal 1986 al 2004 Tosin studia, attraverso la sua pittura, le "densità spaziali" e i "Totem", fino alle
"Contaminazioni" del 2005.


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19.05.2017