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L’attacco finale contro la schizofrenia

Philippe Morin

L’attacco finale contro la schizofrenia è quello di una battaglia contro la materia della parola, contro la psicosi della parola (il suo altro nome è appunto “materia”), ed è per questo che si tratta di antipsicotici.

(15.09.2008)

Un’azienda americana sta testando un nuovo farmaco a rilascio ritardato contro la schizofrenia, indicando i picchi di rilascio immediato che possono rivelarsi di difficile tollerabilità per il paziente.
Il discorso che sorregge questa ricerca è quello della mente divisa, dopo la divisione greca dell’intero, della vita, in psiche e soma, avendo perso il pneuma, lo spirito, impropriamente tradotto anche con anima nella Bibbia.

Con la “categoria” di schizofrenia si tratta di una classe di disturbi, tutti caratterizzati da aspetti della vita non riducibili a un automatismo psichico determinante la condotta, e così varie compromissioni della realtà, molto diverse tra loro, si vestono e si travestono di maschere sociali (che diventano spesso maschere personali) e che risultano illeggibili, anche ai professionisti del mentale.

Trattandosi di “realtà” è in gioco un criterio sociologico e normativo, geometricamente applicato. Si tratta di persone che non hanno la stessa realtà delle aziende che vogliono vendere la loro (vita) in pillole. Dalla Novaris alla Johnson & Johnson, alla Eli Lilly, la battaglia è per la riduzione degli effetti collaterali, ovvero gli unici effetti dei farmaci.
Dalla non adesione alla realtà normativa e convenzionale, che è l’appannaggio anche della devianza psichica, alla realtà non compromessa e naturale prospettata dalle aziende farmaceutiche, chi si fa soggetto, ovvero consumatore di sostanze, e aderisce agli ultimi effetti collaterali. Ovvero guai al fegato.

L’attacco finale contro la schizofrenia è quello di una battaglia contro la materia della parola, contro la psicosi della parola (il suo altro nome è appunto “materia”), ed è per questo che si tratta di antipsicotici.
L’ideologia farmacologica è approvata anche dalla commissione europea. Le regole d’ingaggio odierne della guerra contro la schizofrenia poggiano sui riscontri di test clinici effettuati su oltre 1600 pazienti, in 23 paesi. Ovvero l’ideologia è applicata idealmente a livello corporeo, su ciascun soggetto e in ciascun paese. Inoltre, realmente, i tecnici si lamentano del mancato business, poiché solo una bassa percentuale è curata.

Le radici di Disneyland, e non solo quelle della schizofrenia, si trovano in qualche giardino di Atene.


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30.07.2017