Transfinito edizioni

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Giancarlo Calciolari
La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

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Dictionnaire linguistique médiéval

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L’onda e la tessitura

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Giancarlo Calciolari
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Giancarlo Calciolari
Imago. Non ti farai idoli

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Pornokratès. Sulla questione del genere

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Pierre Legendre. Ipotesi sul potere

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Ibrido

Gigliola Tallone
(18.11.2008)

In palestra, quattro schermi, notizie dal mondo.

Forse l’attività aerobica, aumentando il metabolismo, irrora troppo in fretta di sangue il cervello, provocando la compressione multipla di messaggi disparati. Fatto è che sul nastro, a 130 pulsazioni, la testa è costretta a guardare diritto e lo sguardo a cadere sugli schermi multipli e silenziosi con le didascalie.

Calciatore, bello, anzi, guapo perché siamo in Spagna, envidiato, rico e la sua novia hermosa, admirata y famosa: estaran juntos?

In Colombia la Betancourt è stata liberata.

Terzo schermo silente: omicidi efferati, una madre concia i figli e ne mangia la pelle…

Quarto schermo, il barile del petrolio sale.

I messaggi dei quattro schermi mi appaiono chiarissimi, ma anche intrinsicamente legati, al punto che temo uno stato allucinatorio conseguenza dell’apnea, abbasso i battiti. Effetto patologico o effetto emozionale? Quale il punto di congiunzione?

L’attenzione dei media è per la coppia calciatore-bella fidanzata. Sale l’ascolto.

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Christiane Apprieux, "Dolcissima, la festa della vita", 2008, zucchero e acrilico su pannello, cm 29x40

Breve intervista di controllo: tutti sanno i loro nomi, ma scopro che non si tratta di ammirazione, piuttosto d’invidia e di soddisfazione a constatare che anche i ricchi piangono.

Della Betancourt nessuno sa niente, la Colombia, come l’Italia con gli spaghetti, è legata indissolubilmente alla cocaina. Così tutto si giustifica. Nessuno conosce i confini, si parla di indios, e Sudamerica. Qui siamo in Andalusia, di questo argomento non si parla. Betancourt possiede la bellezza dell’intelligenza e la luminosità della dignità. A chi interessa?

Guarda la novia del calciatore, con la scollatura “palabra de honor”, verdad que es guapa?

Della madre cannibale nessuno si è accorto. Loca, matta da legare.

La benzina che sale: fatalità. Sale e sale e nessun sa. Ci dicessero almeno di prendercela con la Cina e l’India, con la speculazione, con l’effetto della guerra in Iraq che doveva al contrario abbassare la benzina, si mette tutto nello stesso sacco, cosa diavolo ci sarà sotto? Nadie sabe.

Qui in palestra nessuno si preoccupa, si dice che è la congiuntura mondiale.

Cosa, mi chiedo, unisce questi quattro schermi? Una ineluttabile reazione di difesa dall’invasione mediatica aliena eccessiva. Vagliato rapidamente ogni messaggio, il desiderio di sapere equivale al desiderio di dimenticare.

Il calciatore è strapagato ma piace, non turba il sonno, la folle non fa parte del nostro mondo, la Colombia è lontana, la benzina è una punizione divina. Passiamo ad altro, a risolvere i problemi ci pensa la televisione: unica certezza.

Eppure le immagini hanno un impatto potente e difficilmente misurabile, subiscono un processo razionale limitato, si depositano come scorie nell’inconscio ibridandosi. Quale peso nei nostri gesti, nei nostri sogni? Forse le larve d’immagini, ed e’ l’ipotesi piu’ augurabile, creano o già hanno creato, anticorpi reagenti all’eccessiva invasione di immagini, alle quali siamo e saremo sempre più indifferenti.



3 luglio 2008

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