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François Fejtö, un testimone essenziale del novecento

(5.09.2011)

L’eterno narratore, l’oracolo del suo tempo è morto senza soffrire, nel suo letto di ospedale, chiacchierando. Ha vissuto quasi un secolo, è diventato storico poligrafo con una conoscenza straordinaria - che si trattasse di storia, di politica, di letteratura, di musica classica o di arti - comprendeva meglio di chiunque il corso del mondo. È nato ungherese, democratico ma due guerre mondiali e due dittature politiche (fascista e comunista) l’hanno spinto a ricercare una vita libera a Parigi. Il suo cuore è diventato così a metà francese. Sognava in francese, suo figlio è nato in Francia. Tra i suoi amici si possono annoverare Camus, Sartre, Simone de Beauvoir e anche Attila József, Dezsõ Kosztolányi, Lajos Hatvany; e spesso i capi di stato francese ed ungherese gli chiedevano ancora recentemente consiglio. Anche in questi ultimi giorni, questo intellettuale, che portava nel suo cuore due paesi, leggeva la stampa internazionale in cinque lingue (ungherese, francese, inglese, italiano e tedesco), era sempre informato dell’attualità, sempre vivace di spirito. Ha scritto più di 30 libri, e fino alla fine lavorava al suo ultimo libro, sempre amante di musica, di donne, dell’alba e della vita. Amava mettere in contatto le persone, creare, ispirare ed essere ispirato. Nella sua vita era guidato dalla curiosità, fino all’ultimo istante. Ormai, è alle sue opere, ai suoi amici, ai suoi discepoli, ai suoi ammiratori di renderlo immortale. François Fejtö avrebbe festeggiato i 99 anni il 31 agosto 2008.

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François Fejtö nel suo domicilio di Parigi. 7 gennaio 2008. Foto di Giancarlo Calciolari

Martedì 10 giugno 2008 c’è stata la commemorazione di François Fejtö, scrittore, storico, giornalista e linguista di origine ungherese, specialista di fama mondiale dell’Europa centrale ed orientale, si è spento il 2 giugno 2008 a Parigi all’età di 98 anni. Cavaliere della legione di onore francese, decorato della Grande Croce dell’ordine del Merito della Repubblica ungherese, è l’autore di lavori di riferimento come La storia delle democrazie popolari, Budapest, l’insurrezione o Viaggio sentimentale. Nato in 1909 in Ungheria, ha studiato nelle università di Pécs e di Budapest. Dopo un breve periodo di attivismo comunista che gli è valso un anno di imprigionamento nel 1932, è diventato giornalista al quotidiano socialdemocratico “Népszava”. Fondatore e co-redattore tra 1935-1938 della rivista letteraria antifascista “Szép Szó” col poeta Attila József ed il giornalista Pál Ignotus, è stato costretto a lasciare il paese a causa di un articolo critico nei confronti della politica agricola del governo dell’epoca.

Dopo la Seconda guerra mondiale che ha vissuto in Francia, si è occupato della direzione dell’ufficio stampa all’ambasciata dell’Ungheria a Parigi. Un posto dal quale si è licenziato nel 1949, in seguito all’arresto di László Rajk, ministro degli Affari esteri, vittima di un processo arbitrario. Per protestare contro il verdetto ingiusto ha rotto ogni legame con l’Ungheria ufficiale e ha dimostrato volontariamente in un articolo il carattere erroneo delle accuse. Nel 1950 ha cominciato a lavorare all’agenzia francese di stampa (AFP) per la quale ha commentato, per quasi trent’anni, gli avvenimenti del mondo comunista. Nel 1955 ha acquisito la nazionalità francese. Nel 1956 ha sostenuto un ruolo primordiale per l’informazione degli intellettuali francesi fornendo loro gli autentici elementi degli avvenimenti ungheresi. La presa di posizione di Albert Camus e di altri ha letteralmente salvato alcune vite all’epoca dei processi contro gli scrittori in Ungheria e ha segnato una svolta nella percezione occidentale dei sistemi comunisti. Tra 1972 e 1982, ha diretto un seminario dedicato all’URSS e ai paesi dell’Est all’Istituto di Studi Politici di Parigi.

Giornalista internazionale, autore di libri tradotti in parecchie lingue, non è tornato in Ungheria che nel 1989 per assistere al funerale ufficiale di Imre Nagy, primo ministro all’epoca della Rivoluzione del 1956. Erigendo nel 1988 un monumento al Père-Lachaise alla memoria di questo politico ucciso due anni dopo 1956 dal regime comunista, François Fejtö, con la Lega Ungherese dei Diritti dell’Uomo a Parigi, aveva contribuito largamente alla sua riabilitazione. Si tratta di un avvenimento importante di cui l’Ungheria commemora il ventesimo compleanno questo mese di giugno…

In onore di François Fejtö è stata organizzata il 10 giugno una cerimonia funeraria nella chiesa di Saint Sulpice a Parigi, celebrata da un rabbino, un prete, un pastore e un monaco buddista, come si augurava "L’ambasciatore della pace, dell’amore e della solidarietà".
Il funerale si è svolto nella stessa settimana a Budapest, al cimitero Fiumei al Pantheon Nazionale dove riposano numerosi suoi amici, tra i quali il poeta Attila József. Il Governo della Repubblica dell’Ungheria ha riservato per François Fejtö le esequie nazionali.



17.6.2008


Testo pubblicato in francese sul sito dell’’Institut Hongrois di Parigi, per gentile concessione di Eva Füzesséry.


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