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Riflesso dell’islamizzazione sociale, ma alcuni studenti protestano

Niente lezioni di nudo alla scuola d’arte del Cairo

Federica Zoja
(10.06.2008)

Da decenni, ormai, la società egiziana sta attraversando una progressiva islamizzazione, ma solo ora, nelle improvvise levate di scudi di isolati movimenti per la libertà d’espressione, la consapevolezza del cambiamento sembra farsi largo fra i cittadini.

E’ di questi giorni la polemica innescata da alcuni studenti della Scuola di arti figurative del Cairo, nata nel 1908 sull’isola di Zamalek e da allora fornace di talenti artistici per tutto il mondo arabo.

Tramite internet, i ragazzi si lamentano di non poter assistere a classi di nudo e di avere a disposizione, nella biblioteca dell’istituto, solo pochi e ormai vecchi libri di fotografie.

A cento anni dalla propria nascita - nell’allora laico e occidentalizzato Egitto - la Scuola d’arte ora ha davanti a sé sfide educative del tutto nuove: in primis, quella di conciliare il rispetto dei precetti della religione islamica ­ e i forti limiti imposti alla rappresentazione del corpo umano e della natura ­ con le esigenze dei giovani artisti.

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Christiane Apprieux, "La forza dell’elemento", 2008, gesso dorato

Tutte sciocchezze, commentano i Fratelli musulmani: i giovani allievi, scultori e pittori del domani, sono più religiosi dei loro padri e nonni.
Una differenza evidente rispetto al passato c’è: nei dintorni dell’istituto, nel giardino interno, nelle classi, le allieve sono quasi tutte velate. Così come la maggioranza delle giovani donne in tutto il paese.

Rassicurate nei loro propositi, le autorità della Scuola non hanno dubbi: come proporre lezioni di nudo con tanto di modelli dal vivo senza urtare la sensibilità religiosa degli studenti?

"Non c’è stata nessuna legge, è accaduto e basta, gradualmente, dagli anni ’70 in poi", si difende il professor Mohammed Al Allawi dalle pagine del quotidiano Daily Star. E fa notare che anche all’Opera del Cairo, i ballerini sono sempre vestiti di tutto punto.

Ma nelle gallerie d’arte della capitale, le critiche si moltiplicano: troppa arte decorativa, troppe nature morte, dicono gli esperti, prevedendo un futuro di tabù per l’arte figurativa egiziana.


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30.07.2017