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L’altra logica

Viktor Torkhov
(19.04.2007)

Il percorso del fisico teorico americano John Archimbald Wheeler, recentemente scomparso a 96 anni, va dalla bomba atomica alla teoria dei buchi neri. Lo si scrive nelle pagine di cultura dei giornali, senza inquietudine per la teoria che in pratica ha mirato e sganciato la bomba atomica sulle città di Hiroshima e Nagasaki. Durante la seconda guerra mondiale, Wheeler ha partecipato al “progetto Mahnattan” che portò gli Stati Uniti a realizzare la fissione nucleare e successivamente la bomba atomica, ovviamente a fin di bene, stimatamente. Wheeler è stato per molti anni professore all’università di Princeton, collega e collaboratore di Albert Einstein e Niels Böhr. Einstein che almeno si chiedeva con Freud “perché la guerra?”. E Gödel, collega e amico di Einstein, sempre a Princeton, che temeva d’essere avvelenato da chissà chi in chissà quale guerra fredda...

Noi capiamo perché i più si chiedono come mai il matematico Perel’man, dell’Istituto Steklov di San Pietroburgo abbia rifiutato i soldi di un prestigioso premio di matematica, e come mai altri si chiedano ancora perché Grothendieck abbia abbandonato l’IHÉS fondato per i suoi studi quando ha scoperto che la sua matematica era finanziata anche dall’esercito francese.

A noi non suona strana la frase di Aimé Césaire, paladino della “negritudine”, scomparso di recente :« Oui, il vaudrait la peine d’étudier cliniquement, dans le détail, les démarches de Hitler et de l’hitlérisme et de révéler au très distingué, très humaniste, très chrétien bourgeois du XXe siècle qu’il porte en lui un Hitler qui s’ignore, que Hitler l’habite, qu’Hitler est son démon, que s’il le vitupère, c’est par manque de logique, et qu’au fond ce qu’il ne pardonne pas à Hitler, ce n’est pas le crime en soi, le crime contre l’homme, ce n’est pas l’humiliation de l’homme en soi, c’est le crime contre l’homme blanc et d’avoir appliqué à l’Europe des procédés colonialistes dont ne relevaient jusqu’ici que les Arabes d’Algérie, les coolies de l’Inde et les nègres d’Afrique » (Discours sur le Colonialisme 1950).

In seguito, Wheeler collaborò anche con Edward Teller per sviluppare la bomba all’idrogeno, tranquillamente, stimatamente. E in modo più teorico e « neutro » negli anni ’60 Wheeler aveva formulato la geometro-dinamica, un programma fisico che doveva descrivere la gravità e l’elettromagnetismo come effetti della geometria dello spazio-tempo. Si tratta dell’interpretatio graeca della scienza, in particolare della fisica, che non è detto sia la retta via. Wheeler aveva dato inoltre importanti contributi allo studio dei buchi neri, così definiti da lui stesso, black holes, nel 1967. I suoi lavori di cosmologia (parola che non fa sorridere gli scienziati come quella di « astrologia »), partiti dal tentativo con Einstein di mettere a punto una teoria del campo unificato (diviso tra quanti e onde), lo condussero a indicare col termine « buco nero » il fenomeno astronomico conseguente al collasso gravitazionale di certi particolari tipi di stella.

Il collasso non è quello della bomba atomica sulla città dell’uomo, ma quello del campo gravitazionale. In che campo ha vissuto Wheeler? Oggi un’obiezione alle teorie scientifiche non viene mai presa in considerazione a meno che sia scritta da un partecipante a qualche élite scientifica. E i presunti disturbi psichici degli scienziati sono il balbettio di un’altra versione del corso della scienza. La compulsione scatologica di Cantor è teoria matematica. L’anoressia di Gödel è teoria matematica. Il nomadismo di Grothendieck è teoria matematica... ancora da leggere.

Accogliendo l’indicazione dell’inclassable Giancarlo Calciolari, la dimostrazione matematica e la mostrazione psicanalitica (Lacan) sono un tentativo impossibile, irrealizzabile di padronanza sulla dimensione delle immagini. Quello che la filosofia chiama fenomeno è l’immagine. E non c’è nessun potere sulle immagini, nessun discorso che le controlli e quindi nessuna fenomeno-logia.

Il collasso non è nella realtà è nella teoria. Il big-bang e il black hole sono ipotesi. Nella realtà Achille sorpassa sempre la tartaruga... L’impossibilità del movimento di Achille appartiene al teoreta. Nessuna simmetria che affascina i matematici Pierre Cartier e Alain Connes, come già affascinava Évariste Galois. Tra Achille e la tartaruga non c’è nessun rapporto erotico, nessuna simmetria, nessuna relazione, nessuna derivazione, come non c’è nessun rapporto tra dio e Achille, tra il demone e Achille, tra la tartaruga e dio, tra il demone e dio, tra la tartaruga e il demone...

Achille non sottostà ai principi dell’interpretazione greca della realtà: non è identico a sé, è contradittorio e ammette il terzo come dato.






Viktor Torkhov, logico matematico, nato a San Pietroburgo nel 1978. Dal 2003 al 2004 ha svolto un’indagine sulla matematica italiana dell’ultimo secolo.

Attualmente vive a Washington, dove sta svolgendo una ricerca sulla logica di Charles Sanders Peirce presso la Library of Congress Manuscript Division.




Traduzione dal russo a cura di Claudia Weiss Apreksin.


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6.10.2016