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Pane, astronomi e fantasia

Mario Bartolini
(29.03.2008)

Stavo leggendo sul catalogo Messier le caratteristiche salienti della famosa Nebulosa del Granchio (o come direbbero oltre oceano, la Crab Nebula).

Essa si trova nella costellazione del Toro ed e` costituita da un ammasso di gas ancora in espansione (alla discreta velocità di 1.700 Km al secondo: proprio come si espandono, anche se molto meno violentemente, i gas prodotti dallo scoppio di una bomba), residuo dell’esplosione di una “supernova” che fu osservata dagli astronomi orientali nel 1054 d.C..

Chiaramente, il notevole “botto” si era verificato molto prima - ben circa 6.000 anni prima del 1054 d.C. -, poiché questo oggetto dista da noi qualcosa come 6.000 anni-luce, appunto.

La Nebulosa del Granchio, osservabile anche con un buon binocolo, od un piccolo telescopio, ha un aspetto molto “virulento”; presso il suo centro si trova una minuscola stellina di neutroni, in veloce rotazione, che altro non è che il nucleo collassato della supernova stessa; la “sostanza” degenere di cui risulta formata è talmente densa che un centimetro cubo di essa ha una massa pari a quella dell’intero Genere Umano (se compreso od escluso Giuliano Ferrara, questo non si sa!).

Tale stellina è una cosiddetta “pulsar”, che emette un impulso ogni 33 millesimi di secondo, sia nello spettro radio, sia nello spettro del visibile, sia nella banda raggi-X.

Attualmente la costellazione del Toro è proprio sopra le nostre teste, la sera dopocena e sarebbe possibile osservare comodamente questo affascinante oggetto, anche con modesti mezzi, come già accennato.


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Christiane Apprieux, "I battenti del paradiso", 2007, bronzo a cera persa



Oh! Ma... imperdonabile, da parte mia: imperdonabile!

Devo fare immediatamente ammenda.

Come?

No, no, non “fare merenda” (non sarebbe neanche l’ora giusta); ho detto “ammenda”, devo “fare ammenda”, ammenda: scusarmi, ecco.

Eh sì; nella foga infatti di rovesciarvi addosso tutte quelle nozioni e peculiarità astrofisiche riguardanti la Nebulosa del Granchio, ho allegramente omesso [anche se poteva darsi per scontato] di sottolineare il fatto che con quel nome era stata battezzata dagli astronomi per via della sua forma, che nella loro fantasia, richiamava vagamente - si vede - la figura di un granchio.

Oddìo, a ben guardare, con quel layout generale, con quelle specie di striature contorte che dal centro van verso la periferia, un granchio - sempre frustando a dovere i cavalli della fantasia, affinché galoppino alla grande - ci si può anche vedere...



Ma non c’è da prendersela per queste cose: è universalmente nota e riconosciuta la fertile grande fantasia degli astronomi (della serie: “se non han fantasia, non ce li vogliamo”); credo abbiano addirittura anche un preciso esame, in tal senso, nel loro piano di studi per conseguire la laurea, appunto, in Astronomia.

A sostegno di ciò, guardate un po’ cos’hanno “visto” gli astronomi nelle costellazioni in cielo!

Hanno visto un ariete nell’“Ariete”.

Hanno visto due gemelli nei “Gemelli”.

Hanno visto Cassiopeia in “Cassiopeia”.

Ercole in “Ercole”...

E giù giù le varie altre...

Hanno visto una balena nella “Balena”.

Una lepre nella “Lepre”.

Un’aquila nell’“Aquila”.

Un toro (non si sa bene se “seduto” o “in piedi”) nel “Toro”.

Una lira nella “Lyra” (a quest’ultimo proposito, saprete che - per ovvi motivi - è già in corso il progetto-proposta di ridenominarla dal Primo Gennaio 2002 “Costellazione dell’Euro”).

Ma che dico? Queste son bazzecole!

Hanno visto dei cani da caccia (si noti bene: non dei mastini napoletani, o dei levrieri, o dei dobermann; no no: proprio dei “cani da caccia”, magari toppati) nei “Cani da Caccia”.

Hanno visto un leone nel “Leone”, che a me, quella costellazione, ha sempre suggerito l’idea piuttosto di un ferro da stiro elettrico, si pensi un po’!

Ma la cosa più eclatante, a parer mio, è quella di aver visto delle orse, nell’“Orsa Maggiore” e nell’“Orsa Minore”!

Ma dico..., a parte il fatto che io vi ho visto sempre due tegamini a manico lungo per non bruciarsi (ma sa’, io posso non avere fantasia), ma addirittura a precisare che si tratta di orse e non - si badi bene! - di orsi, come avranno fatto, quegli astronomi?! Come mai avran fatto a determinarne così accuratamente il sesso?! Eh?!

Forse, pur avendo cercato lungamente, diligentemente in una certa ben circoscritta zona di cielo e non avendovi trovato una certa qual appendice, avran così deciso trattarsi di femmine e non di maschi?!

Mah, vallo a sapere!



Stiamo comunque attenti a non prender troppo in giro gli astronomi antichi che han dato i nomi alle costellazioni che annualmente girano sopra le nostre teste.

Infatti, dato che - pur trascorsi i tempi - la fantasia degli astronomi non è certo calata, tantomeno sparita, se costoro dovessero oggigiorno battezzare tali costellazioni, ci troveremmo sugli Atlanti Stellari e sui Cataloghi Astronomici, amenità come - che so? -... come ad esempio.

La costellazione del “Computer con Monitor a Cristalli Liquidi” (da non confondersi –dioceneguardi! - con quella del “Computer con Monitor a Tubo Catodico”, ormai obsoleta e passata all’emisfero Sud).

La costellazione del “Cigno” che ad ali spiegate sembra volare verso Sud, diverrebbe certamente la costellazione del “Jumbo Jet AIR FRANCE” in rotta verso Cape Town.

E che dire dell’“Orsa Maggiore” e dell’“Orsa Minore”, che immediatamente si trasformerebbero nella costellazione della “Racchetta Maggiore” (quella da tennis, per intenderci) e la costellazione della “Racchetta Minore” (quella da ping-pong)?

E si potrebbe continuare.

Si potrebbe continuare imbattendoci in costellazioni quali

“Il Telefono Cellulare”.

“L’Automobile con Marmitta Catalitica”.

“Il Bancomat”... e poi... poi

“Il Pendolino Milano-Roma-Napoli” (al posto del “Serpente”).

“La rampa Missili Terra-Aria” (al posto del “Sagittario”)...



Costellazioni importanti e altisonanti come

“La Tour Eiffel”,

“Il Ponte di Brooklyn”,

“La Superveloce Tokyo-Kyoto”...

e costellazioni più umili e modeste come

“La Casseruola”,

“Lo Spazzolino da Denti”,

“L’Aspirapolvere”,

“Il Freezer”,

“Il Forno a Microonde” ed

“Il Bidet”.



Ma sicuramente le costellazioni più famose risulterebbero e sarebbero quelle di
“Pippo Baudo” (al posto di “Ercole”),

“Le Gemelle Kessler” (al posto di “Castore e Polluce”) e... e di

“Bonolis”, che col suo compare - grazie a Mamma Tivvù -, è già da tempo arrivato fin lassù.





Mario Bartolini


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