Transfinito edizioni

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La favola del gerundio. Non la revoca di Agamben

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Il Salotto di Madame

Gigliola Tallone
(15.10.2006)

- Monsieur Benjamin Constant?

- C’est moi!

- Je suis le Président de la Société “ A nous la Liberté”, sponsor de Madame De Staël

- Celà c’est une question de mon secrétaire…

- Perdonatemi, signor Constant, la cosa è piuttosto riservata...

- Dite…

- Si tratta della nuova campagna pubblicitaria del profumo di Madame.

- Profumo?

- Come saprete, il Bonaparte è stato testimonial a Grasse della colonia “Eau de l’Empire”, non c’è bisogno che le dica l’enorme successo di vendite. Pare che le spese della moglie siano stratosferiche e poi le campagne militari… Per Madame la cosa è stata piuttosto irritante, e…

- E?

- La nostra art-director ha proposto di presentare al mercato la risposta liberale del profumo di madame De S., vous savez, c’est une question politique...

- J’suis d’accord. Che nome darete al profumo?

- Le Romantique!

- L’Empereur schiatterà, appena si parla di romanticismo e Germania… In cosa posso servire?

- Il vostro nome, e la presenza come testimonial al lancio del prodotto nel salotto di Madame au Château de Coppet...

- Cosa vi fa pensare che accetti?

- Il vostro editore ci ha assicurato che siete per il libero mercato, via dalle pastoie del potere politico, ecc… il vostro budget sareb...

- C’est pas une question d’argent,… combien?

- mille… , farete felice Madame...

- E cosa si pretende da me?

- Solo che facciate la parte di voi stesso nel salotto...

- C’est pas difficile…

- Bien, d’accord, au revoir, monsieur Constant!

- Au revoir!

L’argomento della fantaconversazione è normalmente giustificato e degno d’attenzione da parte di parecchi “intellettuali” d’oggi.

In altri tempi un simile argomento sarebbe stato giudicato un obbrobrio.

Senza andare tanto in là, fermiamoci al primo ‘900: a casa Tallone - il nome “salotto” ci ha dato sempre prurito - si davano convegno artisti, scrittori, poeti, musicisti.

Gente di sensibilità differente, di apertura allo scambio d’opinione.

Si parlava d’arte, di politica, e di cose insostanziali. Il compositore provava al piano il suo ultimo pezzo, il poeta improvvisava. Si facevano commenti davanti a qualche bottiglia di buon vino e pane e salame, o caviale e champagne, quando erano vacche grasse. Ci si prendeva in giro.

Chi oserebbe immaginare Cesare Tallone che promuove bjoux e taffettas con Ungaretti come testimonial a pagamento? O Boine, o Rebora, o Sibilla Aleramo o Toscanini o Pellizza o Carrà o Boccioni o Sironi?

Tutti artisti che dovevano sì pensare anche al pane quotidiano, ma che si sarebbero suicidati all’istante piuttosto che cedere a tale orripilante mercato di sé stessi, o sfidato a duello il tipo che avesse osato contaminare la loro passione artistica.

Come pensare che la libertà d’esprimersi nella sincerità, nella verità cruda, che è il privilegio di un artista, sia tale, se compensata con denaro?

L’intellettuale che rappresenta sé stesso a pagamento, non sarà preoccupato di sciupare le aspettative della tal contessa a sua volta sponsorizzata?

Che ascolto interessato, che conciliabolo, che affinità, che sintonia si può mai stabilire tra chi sa d’essere contorno per una propaganda ben pianificata?

Quali discussioni, intimità, sincerità salteranno fuori dalle bocche ben riempite di salatini e canapè del catering di turno? Quale armonia d’intenti, quali progetti. Quali.

Ho conosciuto Montale, Quasimodo, Hemingway, De Chirico, Carrà, Sironi e tantissimi altri grandi. Non disdegnavano di rispondere alle domande di una ragazzina, perché le persone di genio sanno che i giovanissimi talvolta scombinano gli schemi, rivitalizzano un panorama di idee. Erano persone vere e semplici, riempivano l’aria intorno.

Non ho mai sentito parlare di soldi, mai lamentazioni per il successo d’altri.

Affabili e veri, contenti di condividere quella sottile euforia che solo le cose gratuite concedono.

Il dramma necessario, il travaglio instancabile dell’artista, era sospeso il tempo di un incontro in amicizia, di serena e affettuosa comprensione.



Per Dio, intellettuali d’oggi, cosa state facendo?

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Lo studio di Cesare Tallone
L’artista si è mimetizzato per gioco dietro la cornice dorata, al centro.
Foto Archivio Tallone Milano
Data: 1906 circa

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30.07.2017